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Ma un vero piano contro la pandemia esiste davvero?

Il dubbio è manifestato da una lettrice che ricorda situazioni per le quali un "piano", anche se c'è, "non è certo di tutela della gente"

coronavirus

Egregio Direttore,
prendo spunto dal Suo commento alla lettera della signora che evidenziava giustamente come ai giovani venga negato sia il diritto allo studio che quello alla socialità. Lei ha menzionato “nuove restrizioni” che dovrebbero essere inquadrate in “un piano”.
Mi scusi la franchezza, ma qui di “nuovo” non c’è proprio niente; l’anno scorso a marzo eravamo chiusi in casa come carcerati. Quest’anno non è cambiato assolutamente niente, dal momento che già parlano di chiuderci esattamente come nel marzo 2020.
Quello che invece in un anno è cambiato è il fatto della innegabile distruzione della nostra economia e della distruzione della scuola. D’altra parte, se si vuole creare un popolo ignorante, facilmente controllabile e manipolabile bisogna partire proprio dalla distruzione della scuola. A tale proposito tenga conto che il Ministro dell’Istruzione ha già dichiarato che la didattica a distanza, nonostante i grandi problemi evidenziati da docenti e studenti e sotto agli occhi di tutti, non verrà abbandonata nemmeno qualora questa “pandemia” finirà.
Aggiungo che, nonostante si voglia far prevalere il diritto alla salute su tutti gli altri diritti costituzionali, in realtà non viene tutelato nemmeno quello. Diritto alla salute non significa solo non farsi contagiare dal Covid; esso comprende anche la salute mentale ad esempio. Perché non si guarda a tutti i gravi danni psicologici che le misure adottate da un anno a questa parte hanno creato?
Aggiungo che un’ordinanza del TAR del Lazio del 4 marzo 2021 (TAR Lazio) ha sospeso l’efficacia della Nota dell’Agenzia Italiana del Farmaco del 9 dicembre 2020 nella parte in cui prescrive ai medici come Protocollo di cura domiciliare per il Covid la Tachipirina e la “vigilante attesa” ed indica ai medici di non prescrivere i farmaci che gli stessi ritengano più opportuni.
Perché a distanza di un anno dall’inizio della “pandemia” AIFA ed il Ministero della Salute persistono nel non voler curare i malati ai primi sintomi, tanto da dover far intervenire la magistratura? Forse perchè per dichiarare una pandemia servono i morti?
Se mettiamo insieme tutti questi tasselli ne viene fuori un “piano” che però non è certo di tutela della gente.
La ringrazio e porgo cordiali saluti.
Fabrizia Lui

di info@legnanonews.com
Pubblicato il 05 Marzo 2021
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