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I numeri del cavaliere del Carroccio contestati da SL Communication

10 Dicembre 2019

Riceviamo e fedelmente pubblichiamo la richiesta di replica di Gianfranco Zottino presidente SL Communication S.r.l. a seguito del servizio dal titolo «Cavaliere del Carroccio: "Il Palio merita una informazione corretta, pubblicato sabato 7 dicembre 2019. 

L’attacco che il Cavaliere del Carroccio Mino Colombo ha sferrato al nostro giornale – senza peraltro avere nemmeno il buon gusto ed il coraggio di citarlo apertamente – nell’ambito del discorso tenuto in occasione dell’Investitura della Contrada di Sant’Ambrogio dello scorso 7 dicembre, così come fedelmente riprodotto nell’articolo pubblicato da Legnanonews immediatamente dopo, è di una gravita inaudita.

Oggetto di tale ingiustificato ed inqualificabile livore un articolo dal titolo “Impianti sportivi in MALORA!”, pubblicato dalla nostra testata ben tre settimane prima – e precisamente il 16 novembre, all’indomani della chiusura della piscina “Ferdinando Villa” – nel quale si evidenziava la situazione di degrado in cui versano molti impianti sportivi cittadini.

Tra questi veniva indicato anche lo Stadio “Giovanni Mari”, la cui disastrosa condizione del terreno di gioco e del manto erboso è davanti agli occhi di tutti coloro lo frequentino durante le partite del Legnano (e non soltanto, come evidentemente fa il Cavaliere, esclusivamente nei giorni del Palio…).

Frequento il mondo del Palio dal 1986, quando ancora il Sig. Mino Colombo forse nemmeno sapeva cosa fosse la nostra manifestazione, ho avuto per quattro anni l’onore di dirigere in qualità di Gran Priore la Contrada di San Domenico, contribuendo a condurla alla vittoria nel 2013 dopo 17 anni, sono stato uno dei candidati alla carica di Gran Maestro nel 2015.

Non posso neanche minimamente accettare che il giornale prodotto dalla casa editrice di cui sono Presidente possa essere tacciato di essere parte della “stampa che non ha rispetto del Palio e fornisce una informazione scorretta”. Lo ritengo inaccettabilmente falso ed offensivo.

Pur a fatica, ho cercato di individuare la frase riferita al Palio di Legnano, contenuta nel nostro articolo, che così tanto ha fatto “arrabbiare” il Cavaliere del Carroccio e, alla fine, ho dedotto che potesse essere questa: “Un giochetto da centinaia di migliaia di euro ogni anno”.

Ebbene, cosa ci sarebbe di falso in questa affermazione?

Come chiunque può verificare, consultando l’Albo Pretorio Online del Comune di Legnano e scaricando, a puro titolo di esempio, la Delibera di Giunta Comunale n° 47 del 20/03/18 (quella del 2019 non è al momento ancora online) avente come oggetto “Palio di Legnano 2018 – Convenzione con il Comitato Legnano 1176, con la Famiglia Legnanese, con il Collegio dei Capitani e delle Contrade e con le Contrade”, nella quale si stabilisce di “riconoscere come progetto speciale dell’anno 2018 il programma di eventi complessivamente denominati “Palio di Legnano 2018”, determinando per la realizzazione dello stesso un proprio impegno economico complessivo massimo di € 250.000,00”

Duecentocinquantamila euro: sono o non sono “centinaia di migliaia di euro ogni anno” ?

Dove sarebbe la notizia data “in maniera inesatta e che getta discredito sul Palio e sulla sua organizzazione” ?

“Poiché dopo tre settimane non leggo una rettifica a quella notizia, è dovere che la faccio io”, come si legge nell’articolo di Legnanonews, è una dichiarazione inaccettabile e dimostra per di più di essere un autentico boomerang.

Di quale rettifica stiamo parlando, visto che dal 16 novembre fino a tutt’oggi la nostra redazione non ha ricevuto alcuna richiesta, né formale né tanto meno semplicemente verbale, di rettificare quanto pubblicato?

Mino Colombo, così attento a dare lezioni di giornalismo alla nostra testata, dovrebbe ben sapere che per adempiere all’obbligo di rettifica bisognerebbe prima richiederlo ed esercitarlo, il benedetto diritto di rettifica.

Forse preso da una rabbia che non dovrebbe far parte del repertorio di chi svolge un incarico pubblico tanto importate quanto delicato – e qui parte il sopracitato boomerang – il Cavaliere del Carroccio smentisce sé stesso, quando, afferma che “i costi per il Palio rappresentano lo 0,5% dell’intero bilancio comunale”.

Siamo proprio sicuri? Il bilancio del Comune di Legnano ha uscite che sfiorano ogni anno i 90 milioni di euro: lo 0,5 % significa circa 450.000 euro. Che non sono le 250.000 indicate nella delibera, ma quasi il doppio…

Non contento, il Cavaliere del Carroccio nello stesso articolo spara altri numeri, anche in questo caso a casaccio, dicendo che la manifestazione costa “circa 6 euro a testa per ogni cittadino”. Visto che i legnanesi sono 60.300, una semplice moltiplicazione porta alla cifra di 361.800 euro, più vicina a quella reale di 250.000, ma pur sempre palesemente errata.

In ogni caso, “centinaia di migliaia di euro ogni anno”…

Allora, chi sta fornendo “una situazione in maniera inesatta” ?

“Dare spazio a notizie di questo genere significa alimentare nei lettori verità false”. Questa frase andrebbe girata, per concludere, a Marco Tajè, Direttore Responsabile di Legnanonews, che si è immediatamente prodigato a dare visibilità in tempo quasi reale – per ragioni che sinceramente non comprendiamo – ad un intervento che avrebbe meritato di essere coperto da un pietoso velo.

Per questo motivo non posso far altro che richiedere allo stesso Tajè che questa mia nota venga pubblicata, con la stessa enfasi, sulla sua testata, in ossequio all’art. 8 della legge sulla stampa 47/1948, che stabilisce che “il direttore o, comunque il responsabile è tenuto a fare inserire gratuitamente nel quotidiano, blog o nel periodico ossia anche agenzie di stampa, le dichiarazioni/le rettifiche dei soggetti di cui siano state pubblicate immagini od ai quali siano stati attribuiti atti o pensieri o affermazioni da essi ritenuti lesivi della loro dignità o contrari a verità”.

Gianfranco Zottino – Presidente SL Communication S.r.l.

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