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Le edicole chiudono, ma Ginetto resiste: “Poveri giornali… ormai le notizie si divorano sui cellulari”

Lo storico giornalaio di Legnano è intervenuto a seguito della recente chiusura del chiosco in piazza Monte Grappa: «È un piacere prendersi il tempo per leggere le notizie sulla carta stampata»

Ginetto

«Povero giornale… si sfoglia sempre di meno. Eppure è un piacere prendersi il tempo per leggere le notizie sulla carta stampata». La pensa così Luigi Lodini, meglio conosciuto nell’Oltrestazione come Ginetto.

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La storia della storica edicola "Il Ginetto" 4 di 5

Lo storico giornalaio di Legnano è intervenuto a seguito della recente chiusura del chiosco in piazza Monte Grappa: struttura abbattuta martedì 11 luglio. «Ed ora in città restano tre chioschi e poche edicole». La riflessione da noi raccolta è fatta da chi ricorda ancora quando le notizie si sapevano solo dai quotidiani recuperati, a seconda delle edizioni (più di una durante la giornata), in stazione dove «andavo a prenderli per poi portarli nel chiosco di mio padre in piazza del Popolo». Oggi, invece, le informazioni «si divorano in pochi secondi sullo schermo di un cellulare. A cosa servirà mai tutta questa fretta?».

Così Lodini, memoria storica di questa professione, ha ripercorso velocemente la sua storia: «È una vita che vivo tra i giornali. Nel ’39 non c’erano i chioschetti come li conosciamo oggi, ma una sorta di carretti. In questa struttura in legno, mio padre vendeva giornali e dolciumi». Lodini e la moglie nel 1965, appena sposati, decisero di trasferirsi in un chiosco in muratura tra le vie Ciro Menotti e Torino: allora lì c’erano solo prati, alberi e orti. In quegli anni il legnanese costruì l’attuale edicola “Il Ginetto”, realtà che oggi vive ancora con l’aiuto del figlio Guido.

Ginetto

Qual è il futuro delle edicole? «Difficile. Oggi come oggi sembra non esserci un futuro per la professione del giornalaio come ai vecchi tempi. Non è più possibile aprire un chiosco e vendere solo quotidiani, adesso per stare a galla è necessario abbinare un’altra attività». L’edicola è diventata un luogo di multiservizio? «Si. Ad esempio qui vendiamo articoli di cartoleria, si possono fare fotocopie. Il cliente trova diversi servizi utili».

Ma quanto è iniziata la crisi per i giornalai? «Con il decreto Bersani: manovra bis e liberalizzazioni. La liberalizzazione del 2013 ha deprezzato il valore delle edicole e non ha creato crescita per quest’attività. I giornali si trovano al supermercato, i clienti mentre fanno la spesa sfogliano furtivamente il giornale, ma non lo comprano». Ma c’è ancora un margine di guadagno nella vendita dei giornali? «Fate voi i conti: sulla vendita del quotidiano ci resta attaccato il 18,75%. Ma attenzione sul lordo ci dobbiamo pagare anche le tasse».

Riviste, quotidiani: quali i più venduti oggi? «La Settimana Enigmistica, quella va sempre…e qualche rivista di gossip».  Non ci sarà più un ritorno della carta stampata? «Non credo. Le notizie viaggiano su internet. Le persone non cercano più approfondimenti: leggono i titoli, guardano i social, oppure ascoltano il Tg».

Ridendo, il legnanese ha poi osservato la cronista davanti a sè ed ha commentato: «Ecco vedi non si scrive più con carta e penna, si preferisce prendere appunti sul cellulare e fare una foto. I tempi sono cambiati. Resto convinto che prendersi il tempo per approfondire e riflettere sia necessario ed è un arricchimento per ognuno di noi: è utile per vivere».

Ginetto, da 80 anni tra la carta stampata e non solo

Gea Somazzi
gea.somazzi@legnanonews.com
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Pubblicato il 12 Luglio 2023
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