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Assolombarda e sindacati territoriali alleati per il rilancio del governo metropolitano

Le tre single confederali hanno firmato con Assolombarda un patto per assegnare alle città metropolitane la funzione di coordinamento dei servizi a rete. A presenziare anche Mario Principe segretario della Cgil Ticino Olona

sindacati e Assolombarda

Un patto per rilanciare il governo della città metropolitana attraverso la definizione di ambiti di intervento e allo sviluppo di iniziative volte a realizzare una vera riforma delle città metropolitane. È con questo obiettivo che (venerdì 9 giugno) a Palazzo Gio Ponti a Milano, è stato siglato un accordo tra Alessandro Spada, presidente di Assolombarda e le tre sigle sindacali rappresentate da: Massimo Bonini, segretario generale CGIL Milano, Mario Principe, segretario generale CGIL Ticino Olona, Carlo Gerla, segretario generale CISL Milano Metropolitana e Salvatore Monteduro, segretario confederale UIL Milano.  Con questo patto Assolombarda e i sindacati pongono all’attenzione del dibattito politico e delle Istituzioni il tema del governo, delle funzioni e delle risorse delle città metropolitane, con particolare riferimento a quella milanese. E si impegnano a un costante confronto con le altre organizzazioni territoriali sociali ed economiche, con le forze politiche e istituzionali per promuovere i temi affermati nell’accordo e a sviluppare assieme tutte le iniziative necessarie per una vera riforma delle città metropolitane.

L’alleanza tra Assolombarda e sindacati

«Per rispondere alla sfida della competitività, è fondamentale dotare la città metropolitana di Milano di strumenti e risorse adeguati a governare un territorio già molto interconnesso sul piano delle reti, della mobilità, dei servizi, anche in vista della messa a terra del PNRR – ha dichiarato Spada presidente di Assolombarda -. Purtroppo, invece, persistono da troppo tempo forti criticità: l’Ente oggi costituisce un progetto incompiuto e, peraltro, vive uno stato finanziario allarmante. Abbiamo quindi voluto promuovere questo patto con i sindacati con l’obiettivo di portare il tema all’attenzione delle forze politiche e delle Istituzioni per definire una nuova funzione di governo delle città metropolitane, oggi autentica ‘cenerentola’ nell’assetto istituzionale del Paese».

In particolare, Assolombarda e i sindacati ritengono indispensabile porre al centro del dibattito alcune questioni legate al governo metropolitano. «Nel Paese è aperto un dibattito sulle riforme istituzionali, sono state presentate proposte di legge per ridefinire il ruolo e funzioni delle provincie – hanno commentato CGIL Milano e Ticino Olona, CISL Milano e UIL Milano -. Noi riteniamo indispensabile porre al centro di questo dibattito la funzione ed il ruolo delle città metropolitane, in particolare, per quanto riguarda l’area Milanese, a partire dalla necessaria funzione di coordinamento dei servizi a rete, della sostenibilità e disponibilità di bilancio e di organico adeguato alle nuove funzioni di competenza, oltre alla specificità del territorio. Un nuovo assetto istituzionale delle città metropolitane – con rinnovate e più specifiche funzioni amministrative, in grado di mettere in rete i servizi primari e coordinare i diversi operatori locali, progettare la mobilità a medio raggio tra i vari comuni – ha bisogno di una legittimazione democratica che permetta a tutti i cittadini dell’area di riconoscersi nella istituzione città metropolitana».

sindacati e Assolombarda

Le funzioni del Patto per Città Metropolitana

Tutte le parti coinvolte sono convinte che sia indispensabile assegnare alle città metropolitane la funzione di coordinamento dei servizi a rete. Come, ad esempio, la rete dell’acqua e il ciclo dei rifiuti, sia nel riciclo per un’economia circolare, sia per una valorizzazione energetica. Così come le reti della mobilità pubblica e privata, di merci e persone, da pensare in un’ottica metropolitana sempre più interconnessa, che non può limitarsi ai confini del comune capoluogo e deve tendere a un impatto ambientale zero. Ma anche le reti telematiche, che devono essere una opportunità di crescita e integrazione per tutti i territori dell’area metropolitana, e la tutela dell’ambiente, che va affrontata con una visione e scelte di area vasta. E, infine, come la rete dei servizi per il lavoro e la formazione, che deve offrire alle lavoratrici e ai lavoratori adeguate opportunità di riqualificazione.

Per Assolombarda e i sindacati, inoltre, serve maggiore coordinamento fra tutte le istituzioni che operano nel territorio della città metropolitana, come fra i comuni, e serve maggiore coordinamento anche nelle scelte delle istituzioni regionali o statali che incidono sull’area metropolitana. Fare rete vuol dire coordinare le scelte dei singoli enti o istituzioni, in funzione della intera area, sommare le energie e risorse. Un’altra questione riguarda il problema della sostenibilità del bilancio della città metropolitana e di un organico di personale adeguato alle nuove funzioni. Non potrà mai essere esercitata una funzione di governo delle reti, una capacità di coordinamento degli enti o una programmazione di respiro strategico senza un bilancio e una struttura organizzativa adeguati. Infine, Assolombarda, CGIL di Milano e del Ticino-Olona, CISL Milano Metropolitana e UIL Milano convergono nella necessità di un nuovo assetto istituzionale delle città metropolitane, in quanto non può esserci funzione di governo senza una legittimazione democratica che permette ai cittadini di riconoscersi nell’istituzione città metropolitana. Ciò è ancora più importante in una fase nella quale i dati di partecipazione alle elezioni segnano una preoccupante disaffezione dei cittadini verso le istituzioni.

Gea Somazzi
gea.somazzi@legnanonews.com
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Pubblicato il 12 Giugno 2023
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