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Olmar Legnano: tra Russia e Mozambico, i mercati esteri preoccupano come il rincaro delle materie prime

L'azienda legnanese, fermata la produzione diretta in Russia, guarda al mercato del Mozambico per uscire dal tunnel della profonda crisi economica

Olmar Legnano

La Olmar Costruzioni Impianti Petrolchimici di Legnano ferma la produzione diretta in Russia e guarda con fiducia al Mozambico, già meta di apparecchiature prodotte proprio sul territorio legnanese, oltre ad essere territorio ricco di risorse. Tuttavia, anche qui, è in corso un conflitto con migliaia di vittime che desta preoccupazione.

L’azienda di via Liguria (nata nel 1972 e impegnata nel settore dei serbatoi per stoccaggio) è una tra le tante realtà produttive che stanno cercando ogni possibile soluzione per riuscire a superare questo periodo di forte difficoltà. Un momento “buio” causato dai rincari delle materie prime, dalla guerra scoppiata in Ucraina e dai conflitti che continuano ad accendersi come focolai in tutto il mondo. La pace in questi luoghi, come unica soluzione per favorire il benessere economico e sociale, sembra un lontano miraggio.

In questo contesto la Olmar ha dovuto bloccare per la seconda volta la sua produzione. Una difficile ipotesi  temuta già a febbraio con l’approssimarsi dell’inizio della guerra. «Com’era prevedibile, la drammatica situazione dell’Europa dell’Est ci ha di fatto costretti a bloccare tutta la produzione di apparecchiature destinate in Russia – spiegano dalla Olmar -. Questo ulteriore blocco si aggiunge purtroppo a quello già imposto nel maggio del 2021 durante la pandemia. In quel periodo avevamo un’importante commessa destinata all’iper giacimento di gas naturale nel nord del Mozambico: abbiamo dovuto sospendere tutto per le guerriglie in corso e le minacce di gruppi terroristici dell’area. Violenti conflitti che non sono documentati della cronaca quotidiana, ma che sono ben noti a chi è impegnato su quei territori».

Visto che i ponti con la Russia, per forza maggiore, sono “tagliati” per le sanzioni inflitte dall’Europa e dall’imminente embargo, le realtà italiane come Olmar guardano verso il Mozambico e sperano in meglio. «Diverse società italiane, con ENI e SAIPEM, sono molto presenti in quell’area – affermano da Olmar -. Quindi confidiamo che l’ormai dichiarata intenzione di smarcarsi dal gas Russo possa essere motivo di ripresa del progetto in Mozambico, già entro la fine dell’anno».

Ma gli ostacoli da superare sono tanti. Così, in via Liguria, guardano al futuro con preoccupazione perchè, oltretutto, si aggiungono le difficoltà causate dal rincaro delle materie prime. Un problema non da poco per Olmar: «Stiamo procedendo su ordini destinati in altre aree geografiche come USA, Iraq, Cina e anche Indonesia, ma l’incredibile impennata dei prezzi delle materie prime ha causato uno stop delle trattative in corso su nuovi progetti. Per cui, salvo novità, dobbiamo prepararci ad affrontare un periodo particolarmente difficile».

Gea Somazzi
gea.somazzi@legnanonews.com
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Pubblicato il 02 Maggio 2022
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