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Bonus latte artificiale, un aiuto per le mamme che non possono allattare

Le neo mamme che non possono allattare potranno ottenere un contributo per il latte artificiale. Ecco tutto quello che c'è da sapere

Neonato latte

Le neo mamme che non possono allattare potranno ottenere un contributo per il latte artificiale. È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto del Ministero della Salute per fornire il latte artificiale a donne con patologie «per le quali non è possibile l’allattamento o l’accesso alla banca del latte materno donato (BLUD)». Un finanziamento che rientra nel fondo per il «sostegno all’acquisto di sostituti del latte materno, con una dotazione di 2 milioni di euro per l’anno 2020 e 5 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2021».

La norma in questione è entrata in vigore dal 19 ottobre e la somma a disposizione per la Lombardia è pari a circa 350mila euro. Il contributo è riconosciuto alle madri che rientrino in nuclei familiari con ISEE non superiore a 30mila euro annui. La durata massima è fissata a sei mesi di vita del bambino. E l’importo massimo è di 400 euro e «non sono previsti finanziamenti aggiuntivi a copertura delle eventuali richieste eccedenti». Quindi l’ammontare della somma e le modalità di presentazione della domanda saranno decise dalla Regione o la Provincia autonoma di residenza come Bolzano e Trento.

COME RICHIEDERE IL CONTRIBUTO – Spetta al neonatologo o pediatra del punto nascita, oppure ai medici di medicina generale, i pediatri di libera scelta o agli specialisti prescrivere mensilmente le formule per lattanti incluse, rivalutando a cadenza mensile le condizioni che controindicano l’allattamento in maniera assoluta temporanea. La richiesta di accesso al bonus latte dovrà essere presentata all’azienda sanitaria di appartenenza che, verificherà i requisiti anche sulla base della certificazione ISEE. L’Asst di riferimento, quindi, autorizzerà l’erogazione del contributo nei limiti degli importi annui.

I prodotti saranno forniti direttamente dai centri di riferimento nei quali sono in cura le donne, ossia dai presidi delle aziende sanitarie, dalle farmacie convenzionate. E da tutti gli altri fornitori autorizzati alla vendita secondo le direttive all’uopo emanate dalle regioni e province autonome.

Condizioni materne che controindicano in maniera assoluta (temporanea o permanente) l’allattamento:
infezione da HTLV1 e 2;
sindrome di Sheehan;
alattogenesi ereditaria;
ipotrofia bilaterale della ghiandola mammaria (seno tubulare);
mastectomia bilaterale;
morte materna;
Indicazioni temporanee (da sottoporre a verifica mensile)
infezione da HCV con lesione sanguinante del capezzolo;
infezione da HSV con lesione erpetica sul seno o capezzolo;
infezione ricorrente da streptococco di gruppo B;
lesione luetica sul seno;
tubercolosi bacillifera non trattata;
mastite tubercolare;
infezione da virus varicella zooster;
esecuzione di scintigrafia;
assunzione di farmaci che controindicano in maniera assoluta l’allattamento;
assunzione di droghe (escluso il metadone);
alcolismo

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di gea.somazzi@legnanonews.com
Pubblicato il 01 Novembre 2021
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