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Confartigianato: “In Lombardia pesante l’impatto dell’impennata dei prezzi delle materie prime”

Il commento del presidente di Confartigianato Imprese Alto Milanese, Gianfranco Sanavia, che chiede agli enti preposti di vigilare e scongiurare manovre speculative

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L’Italia è particolarmente esposta all’aumento dei prezzi delle materie prime, essendo la seconda economia dell’UE per produzione manifatturiera, con una alta dipendenza dall’estero di commodities. Inoltre, ai segnali di prezzo si associano quelli di una rarefazione delle materie prime. Il caro-commodities odierno ha effetti sul bilancio 2021 delle MPI. Gli acquisti di materie prime delle micro e piccole imprese della manifattura e delle costruzioni nel 2020 sono calcolati pari a 156.096 milioni di euro, costituti per il 75% da acquisti delle MPI manifatturiere e per il rimanente 25% da input acquistati dalle MPI delle costruzioni. In questi due comparti l’incidenza sul fatturato degli acquisti di materie prime è del 42,5%, più elevato nella manifattura (46,6%) rispetto alle costruzioni (33,1%).

A livello provinciale i maggiori costi delle materie prime, su base annua, valgono 3.236 milioni di euro, a Milano, interessando 44.702 MPI manifatturiere e delle costruzioni e i loro 180.999 addetti. Una così elevata pressione sui costi, che viene traslata solo in parte sui prezzi di vendita, determina una riduzione del valore aggiunto, comprime la crescita economica, riduce la propensione ad investire delle imprese, compromettendo sia i processi di innovazione che la domanda di lavoro. A seguito della mancanza di materie prime le imprese rallentano la produzione e, in alcuni casi, tornano ad utilizzare gli ammortizzatori sociali nonostante la ripresa degli ordinativi.

Se la spinta dei prezzi non fosse dovuta a fattori solo temporanei – come viene sottolineato dalle autorità monetarie – si determinerà un rafforzamento della crescita dei prezzi alla produzione e del tasso di inflazione dei prezzi al consumo, con effetti recessivi conseguenti alla riduzione della domanda di consumi.

“Materie prime sempre troppo care e spesso introvabili – sottolinea il presidente di Confartigianato Imprese Alto Milanese, Gianfranco Sanavia – sono un freno per la ripresa. Si riducono il valore aggiunto e la propensione ad investire delle imprese, compromettendo sia i processi di innovazione che la domanda di lavoro. Le nostre aziende rallentano la produzione e, in alcuni casi, tornano ad utilizzare gli ammortizzatori sociali, nonostante la ripresa degli ordinativi”.

“Confartigianato – aggiunge il presidente Sanavia – chiede agli enti preposti di vigilare e scongiurare manovre speculative. Per quanto riguarda le materie prime che impattano su tariffe amministrate vanno messi in atto meccanismi di calmierazione come è stato fatto per l’energia. Inoltre, per quanto riguarda gli appalti e le opere pubbliche, sarebbe fondamentale favorire la revisione dei prezzi nei contratti”.

Redazione
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Pubblicato il 05 Ottobre 2021
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