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Gianetti Ruote chiude i battenti, i lavoratori incontrano il sindaco di Rho

Il sindaco Pietro Romano e il vice sindaco Andrea Orlandi, la mattina del 23 luglio, hanno incontrato i dipendenti della Gianetti Ruote che risiedono a Rho. L'azienda ha licenziato tutti i suoi lavoratori

Gianetti Ruote chiude i battenti. I lavori incontrano il sindaco

Il sindaco Pietro Romano e il vice sindaco Andrea Orlandi, la mattina del 23 luglio, hanno incontrato i dipendenti della Gianetti Ruote che risiedono a Rho, accompagnati dalle RSU e dal Segretario generale UILM Milano, Monza e Brianza, Vittorio Sirti.

Durante l’incontro i dipendenti hanno illustrato la situazione dello stabilimento di Ceriano Laghetto e l’esito degli incontri presso il MISE – Ministero dello Sviluppo Economico. La vicenda Gianetti Ruote inizia il 4 luglio, quando i 152 dipendenti, alla fine del turno pomeridiano, hanno ricevuto un telegramma che annunciava la chiusura dello stabilimento di Ceriano Laghetto e l’apertura della procedura per il licenziamento di tutti i dipendenti. «Ciò senza che fosse stata data alcun’altra preventiva comunicazione – spiegano i lavoratori con i sindacati -. È subito scattata la mobilitazione per chiedere la riapertura della fabbrica ed il mantenimento dei posti di lavoro. La storica fabbrica di ruote d’acciaio, che produceva anche le ruote per le Harley Davidson, è di proprietà del fondo Quantum Capital Partner, che ha giustificato la decisione di chiudere la fabbrica a causa del perdurare della crisi dello stabilimento che si è aggravata nei mesi di pandemia Covid».

Dopo il 15 settembre ci sarà un nuovo incontro per monitorare la situazione. «Il Comune di Rho è al fianco dei lavoratori – affermano il sindaco Romano e il vice sindaco Orlandi -. Esprimiamo solidarietà ai lavoratori della Gianetti Ruote, azienda prima rhodense, che da un giorno all’altro si sono trovati senza lavoro. Auspichiamo che le trattative in corso seguite dal MISE e da Regione Lombardia possano portare ad una soluzione positiva e quindi agevolare potenziali investitori per l’acquisto e la conseguente riapertura della produzione a Ceriano Laghetto».

È la seconda procedura di licenziamento avviata da un’azienda del territorio dopo lo sblocco licenziamenti. Oltre la Gianetti Ruote, anche la Ansor di Canegrate ha deciso di non avviare la cassa integrazione a zero costi. 

In giornata è intervenuto anche il vicecapogruppo del Carroccio al Pirellone Andrea Monti che ha commenta la decisione dei vertici di Gianetti Ruote di Ceriano di proseguire con i licenziamenti. «Apprendo che i vertici della Gianetti Ruote non hanno intenzione di ritirare la procedura e non vogliono riaprire il sito – afferma Monti -. Sono disponibili unicamente alla cassa integrazione per cessata attività. Nonostante la disponibilità di Regione Lombardia e del Mise e del mio diretto interessamento, che ha fatto sì che le parti interessate venissero convocate in audizione al Pirellone, dall’azienda continua ad esserci un muro di gomma. Se continueranno con questo atteggiamento daranno l’impressione di voler boicottare il passaggio di mano. Il Mise si è detto pronto ad affiancare un compratore con un fondo salvaguardia con Invitalia, che verrebbe messo a disposizione in caso di un interesse serio, atto a garantire un futuro per i lavoratori e per il mantenimento della produzione. Devo però stigmatizzare l’atteggiamento di totale chiusura da parte dell’azienda, nonostante la nostra mano tesa. Così facendo, diventa complicato agire in regime di concorrenza, come chiesto dall’Unione europea».

di gea.somazzi@legnanonews.com
Pubblicato il 23 Luglio 2021
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