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Appalti pubblici, Astuti chiede un fondo regionale per tutelare salari e diritti dei lavoratori

Il consigliere regionale del Pd ha presentato un ordine del giorno all’assestamento di bilancio. L’obiettivo è salvaguardare retribuzioni e condizioni di lavoro anche in caso di cambio del gestore, come avvenuto per il servizio di pulizie dell’Asst Sette Laghi

samuele astuti

Un fondo di sostegno all’applicazione della contrattazione di secondo livello nei contratti pubblici della Regione Lombardia, delle ASST, delle ATS, delle agenzie regionali e degli enti e organismi strumentali regionali. Lo chiede il consigliere regionale del Pd Samuele Astuti con un ordine del giorno all’assestamento di bilancio in discussione in queste ore in Consiglio regionale.

“L’obiettivo – spiega Astuti – è garantire che i miglioramenti salariali e le condizioni di lavoro conquistate attraverso la contrattazione decentrata vengano salvaguardati anche nei casi di subentro di un nuovo operatore economico negli appalti o nelle concessioni pubbliche”.

“Il tema riguarda una gran quantità di lavoratrici e lavoratori che ogni giorno garantiscono servizi essenziali, anche all’interno delle nostre strutture sanitarie – prosegue il consigliere dem -. La vicenda del cambio di appalto per il servizio di pulizie ospedaliere dell’ASST Sette Laghi è un esempio concreto di quanto sia necessario intervenire: quando cambia il gestore di un servizio, troppo spesso le conseguenze ricadono sui lavoratori, mettendo in discussione condizioni economiche e diritti acquisiti”.

“Parliamo di persone che svolgono attività indispensabili per il funzionamento degli ospedali, spesso con retribuzioni basse e situazioni di part-time involontario – aggiunge Astuti -. Non possiamo accettare che la qualità degli appalti venga perseguita scaricando i costi sui lavoratori. La Regione deve assumersi una responsabilità precisa nella tutela del lavoro e nella promozione di appalti di qualità”.

Secondo i dati riportati dalle organizzazioni sindacali, in Lombardia il 38% delle lavoratrici e dei lavoratori percepisce meno di 20 mila euro lordi annui, una soglia sempre più distante dal costo della vita nella nostra regione. “In questo scenario sottolinea Astuti – la contrattazione di secondo livello rappresenta uno strumento fondamentale per migliorare le condizioni economiche, introdurre misure di welfare, favorire la conciliazione vita-lavoro e rendere più attrattivo il mercato del lavoro lombardo”.

L’ordine del giorno si inserisce nel solco della mozione approvata dal Consiglio regionale il 9 giugno scorso sul sostegno alla contrattazione territoriale e di secondo livello per rafforzare l’occupazione stabile e qualificata in Lombardia.

“Oggi chiediamo alla giunta lombarda di passare dalle dichiarazioni ai fatti, destinando risorse alla creazione di un fondo che consenta di tutelare i livelli salariali raggiunti dai lavoratori attraverso la contrattazione, nel rispetto delle norme sugli appalti pubblici” conclude Astuti, ricordando che il gruppo del Pd aveva già sollecitato la giunta regionale ad affrontare il tema, anche attraverso una proposta di legge che ancora non è stata calendarizzata.

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Pubblicato il 23 Luglio 2026
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