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Pena di morte, le considerazioni di Monsignor Stucchi

La riflessione del vescovo ausiliare emerito della diocesi di Milano riguardo il tema

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Le riflessioni di Monsignore Luigi Stucchi, vescovo ausiliare emerito della diocesi di Milano riguardo il tema della pena di morte

Pena di morte ? Perché decidere ? E prima ancora cosa decidere ?

Ecco: decidere di abolire la pena di morte in tutto il mondo, per tutte le situazioni e in tutte le nazioni in cui ancora la pena di morte è prevista, viene applicata, decisa e praticata.

È questo lo scopo e il senso della giornata odierna, 30 novembre, voluta per ottenere questo risultato, grazie ad una sensibilizzazione capillare e convincente nel mondo.

Ci sono giornate destinate a realizzare consapevolezze nuove, più profonde e più vere, più giuste ed eque nella coscienza e nella legislazione delle nazioni. Passi e scelte per un cammino di giustizia, di pace, di speranza anche per chi può essersi macchiato di colpe gravi e anche gravissime.

Dare al reo la possibilità di cambiare è una scelta di civiltà e di umanità.

A fronte di questo nobilissimo scopo, che riguarda il destino di persone adulte, non bisogna però sottovalutare, o addirittura favorire, pagare e legalizzare, come gesto “buono” o comunque liberamente praticabile o addirittura sostenibile come un diritto quello di sopprimere la vita innocente e indifesa esistente già nel grembo materno.

La libertà di opinione non deve prevaricare fino a legalizzare la decisione di sopprimere la vita altrui.

In un ordinamento giuridico per la vita di un popolo, se si approva che qualcuno può disporre della vita di altri, si crea una ingiustizia gravissima, che scardina radicalmente il senso e il cammino del popolo stesso, violando così anche la elementare regola di vita democratica, per cui i cittadini hanno pari dignità.

Anche la creatura che sta nel grembo materno ha la stessa dignità e in più, per la sua stessa condizione di fragilità e piccolezza, ha qualche titolo in più per dover essere protetta, tutelata, salvata, consegnata a braccia e cuori accoglienti.

Guardiamo in faccia questa realtà: sospendiamo e aboliamo la pena di morte per dare speranza al reo, diamo maggiore, anzi totale garanzia di vita a chi non ha colpa alcuna, è assolutamente innocente, è fragilissimo, ma ha la forza della vita come tale, sempre e ha diritto di essere salvato.

Se così accadesse avremmo un guadagno di umanità enorme, un guadagno di giustizia preziosissimo, un investimento di futuro credibile e stimolante.

Sì, sospendiamo e aboliamo ogni forma di pena di morte, chiamando le cose, anzi gli esseri umani, con il loro vero nome.

Sempre.

Luigi Stucchi

di redazione_varesenews@varesenews.it
Pubblicato il 30 Novembre 2020
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