Rifiuti speciali recintati e ingresso rotto al Parco Alto Milanese. Il Consorzio: “Interventi in arrivo”
La segnalazione arriva da una frequentatrice del polmone verde. I sacchi contenenti lana di roccia saranno rimossi in settimana. Lavori in programma per il portale
Una segnalazione sulle condizioni di alcune aree laterali del Parco Alto Milanese, tra Castellanza e Busto Arsizio, arriva da una cittadina che frequenta abitualmente il polmone verde tra i tre Comuni di Busto Arsizio, Castellanza e Legnano.
A preoccupare sono in particolare alcuni sacchi abbandonati nella zona di Castellanza, contenenti rifiuti edili e in particolare lana di roccia. «Li avevo notati già lo scorso inverno, tra gennaio e febbraio – racconta –. Ho fatto una prima segnalazione attraverso la Bottega Agricola e successivamente ho scritto direttamente all’ente Parco». La cittadina si è rivolta anche a Legambiente e nei mesi scorsi l’area è stata delimitata con del nastro.

Tornata sul posto a settembre, la lettrice ha però trovato i sacchi danneggiati e ha inviato una nuova segnalazione. «Sono stati messi nuovi nastri e i sacchi sono stati coperti, ma sono ancora lì». Da qui la richiesta di intervenire, anche per preservare un luogo molto frequentato per passeggiate, attività sportive ed eventi.
Il Consorzio Parco Alto Milanese è a conoscenza della situazione e assicura che la rimozione è ormai vicina. «Quando si tratta di rifiuti speciali e pericolosi come questi, l’iter per la rimozione è purtroppo molto lungo – spiega il presidente Flavio Castiglioni –. Siamo però giunti quasi alla fine e in settimana verranno rimossi».
La segnalazione riguarda anche l’ingresso del Parco dal lato di Busto Arsizio, dove il portale risulta danneggiato. Anche in questo caso il Consorzio ha già programmato l’intervento. «La prossima settimana cominceremo a smontare il portale – spiega Castiglioni –. Il danno è stato provocato accidentalmente da una ditta che aveva effettuato alcuni lavori all’interno del Parco. Stavamo aspettando l’assicurazione ma, considerati i tempi lunghi, come Parco abbiamo deciso di stanziare direttamente i fondi necessari, con l’auspicio che vengano poi rimborsati».










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