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Data center nell’Alto Milanese: opportunità o rischio? Si accende il dibattito

Sono numerosi i progetti legati ai Data center e server farm in fase di sviluppo o di valutazione. Una situazione complessa che si inserisce nella crescente domanda di servizi cloud, intelligenza artificiale e archiviazione dei dati

Generico 20 Jul 2026

L’Alto Milanese è diventato uno dei territori più contesi per lo sviluppo dei data center nel Nord Italia. Da Magenta a Buscate, da Cornaredo a Settimo Milanese, passando per Vittuone, Sedriano, Pregnana Milanese, Pero e poi la vicina Cerro Maggiore. Sono numerosi i progetti legati ai Data center e server farm in fase di sviluppo o di valutazione. Una situazione complessa che si inserisce nella crescente domanda di servizi cloud, intelligenza artificiale e archiviazione dei dati. Ed è acceso il dibattito sulle ricadute ambientali, urbanistiche e occupazionali. Da una parte vi è la necessità di dotare il territorio delle infrastrutture indispensabili per sostenere la trasformazione digitale del Paese e attrarre investimenti; dall’altra cresce la richiesta di una pianificazione sovracomunale che tenga insieme sviluppo economico, sostenibilità ambientale e qualità della vita.

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Un territorio ritenuto strategico

La vicinanza a Milano, la disponibilità di grandi aree industriali dismesse, la presenza di infrastrutture energetiche e di telecomunicazione fanno del Nord Ovest milanese uno dei territori più appetibili per gli investitori del settore. I data center rappresentano infatti il cuore fisico dell’economia digitale: strutture che ospitano migliaia di server destinati a gestire servizi cloud, piattaforme digitali e applicazioni di intelligenza artificiale. Tra i progetti più rilevanti figura quello previsto nell’area ex Novaceta di Magenta, ma anche altri comuni stanno valutando nuovi insediamenti.

Il caso del maxi data center di Magenta sull’area ex Novaceta

Mentre a Cerro Maggiore è in corso il confronto sull’ipotesi di realizzare un data center nell’area ex Ikea.

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Il dibattito

Sul tema è intervenuto il segretario della CGIL Ticino Olona, Mario Principe, che invita a superare una contrapposizione ideologica tra favorevoli e contrari ai data center. «La crescita delle infrastrutture digitali nel Nord Ovest milanese è una trasformazione destinata a incidere profondamente sul territorio», osserva il sindacalista. Per la CGIL il punto non è ostacolare lo sviluppo tecnologico, bensì accompagnarlo con una programmazione che sappia coniugare innovazione, occupazione e tutela del territorio. «Lo sviluppo del digitale, dell’intelligenza artificiale e dei servizi cloud richiede nuove infrastrutture e sarebbe sbagliato pensare di fermare l’innovazione. La questione, però, non è scegliere tra progresso e conservazione: la vera sfida è governare il cambiamento», sottolinea Principe.

“L’area a nord-ovest di Milano rischia di diventare la server farm d’Europa”

Le preoccupazioni ambientali

Diversa la posizione  di Sinistra Italiana Altomilanese e Alleanza Verdi e Sinistra, che chiedono un confronto pubblico sul futuro del territorio e maggiori garanzie ambientali. Le principali criticità evidenziate riguardano gli elevati consumi di energia elettrica e acqua necessari per il raffreddamento degli impianti, il consumo di suolo e il possibile incremento delle isole di calore urbane. Secondo le forze politiche ambientaliste, l’insieme dei progetti in discussione rischia di modificare profondamente il paesaggio del Nord Ovest milanese senza una pianificazione territoriale complessiva.

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Anche il centro sociale La Fornace di Rho lancia un allarme, parlando di una possibile “colonizzazione digitale” dell’area. «Tutta l’area a nord-ovest di Milano rischia di essere sacrificata per diventare la server farm d’Europa», affermano i referenti del centro sociale, ricordando come i piani attualmente conosciuti prevedano tre nuovi data center a Rho, tre a Pregnana Milanese, tre a Cornaredo e uno a Pero, oltre al campus già presente nell’area ex Italtel di Settimo Milanese e al possibile nuovo insediamento di Cerro Maggiore.

“L’area a nord-ovest di Milano rischia di diventare la server farm d’Europa”

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Gea Somazzi
gea.somazzi@legnanonews.com
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Pubblicato il 21 Luglio 2026
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