Ancora un consiglio comunale al vetriolo a Legnano. Maggioranza fuori dall’aula: “Non ci stiamo più”
Dopo l'ennesimo scontro con l'opposizione, mercoledì 8 aprile sindaco, giunta e consiglieri di maggioranza hanno abbandonato in protesta il consiglio comunale
L’ennesimo consiglio comunale al vetriolo, l’ennesimo scontro verbale sempre più accesso tra opposizione e maggioranza, le accuse – indirizzate anche all’operato dei dipendenti comunali – arrivate ancora una volta a pioggia dai banchi delle minoranze. Tutto da copione per il consiglio comunale di Legnano, verrebbe da dire dopo aver assistito a cinque anni di scontri tra i banchi del parlamentino. Questa volta, però, il finale è inedito: dopo le tante sedute “disertate” dall’opposizione che lasciava l’aula in segno di protesta, ad andarsene mercoledì 8 aprile sono stati sindaco, giunta e maggioranza.
Ad accendere la miccia un’interrogazione della Lega relativa a due cedri deodora a rischio caduta in un giardino privato tra via Moscova e via Santa Teresa, o meglio la posizione in cui dovranno essere effettuate le nuove piantumazioni dopo l’abbattimento dei due alberi, ricondotta dalla consigliera della Lega Daniela Laffusa, dopo un botta e risposta dai toni via via più caldi con l’assessore ai Lavori pubblici Marco Bianchi, a «pressioni» che «qualcuno che faceva parte della maggioranza» starebbe facendo per «avere il verde aprendo la finestra di casa».
Parole alle quali la maggioranza – prima la giunta, poi i consiglieri – ha reagito abbandonando l’aula. «Ieri sera abbiamo chiesto al consigliere Toia di imparare per il futuro a moderare i toni e di imparare l’arte dell’educazione. Questa sera abbiamo assistito per l’ennesima volta ad un modus operandi che questo consiglio ha tollerato troppo. Questa sera siamo stufi: sono stufo di sentire, dopo cinque anni, la dignità e la professionalità di gente che lavora in questo comune con grande dedizione e con grande professionalità, insultata quotidianamente da queste cose».
«Siamo davvero stufi di sentire queste offese – ha aggiunto Radice -. A quelle che vengono rivolte a noi noi siamo abituati, fanno parte della politica, di questo tipo di politica che piace evidentemente a qualcuno che sta in minoranza. Non a tutti, perché ieri abbiamo visto un pezzo di minoranza che ha voltato le spalle ad un pezzo altro di minoranza, perché questo modo di far politica non piace nemmeno a tutti quelli che sono in minoranza, anche se non possono dirlo. Ieri sera vi hanno voltato le spalle loro, questa sera le spalle le voltiamo noi perché non stiamo più a questo gioco. Le interrogazioni le discuterete da soli, la giunta se ne va».
E lo stesso subito dopo hanno fatto i consiglieri di maggioranza, che hanno lasciato a loro volta l’aula facendo venire meno il numero legale. I titoli di coda sono arrivati tra i banchi consiliari vuoti e le proteste delle opposizioni, che avrebbero voluto intervenire dopo l'”uscita di scena” di Radice e i suoi ma non sono state autorizzate a farlo dal presidente del consiglio comunale Umberto Silvestri – duramente criticato ancora una volta per la gestione della seduta – per la mancanza del numero legale.








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