Dalla generazione sandwich: “Dopo il tumore di mia madre ho dovuto stravolgere la mia vita”
Continuano ad arrivare le testimonianze di donne e uomini che si trovano stretti tra figli ancora a carico e genitori anziani da assistere. La protagonista di questa storia è una donna di Legnano in difficoltà con il sistema sanitario e burocratico
Continuano ad arrivare risposte al modulo lanciato da Legnanonews per raccogliere le testimonianze della cosiddetta “generazione sandwich”, ossia quella fascia di donne e uomini – spesso tra i 45 e i 60 anni – che si trovano stretti tra figli ancora a carico e genitori anziani da assistere. Storie diverse, ma accomunate da una parola chiave: equilibrio. Un equilibrio fragile, costruito ogni giorno tra lavoro, famiglia, burocrazia e salute.
“Con la diagnosi di tumore a mia madre abbiamo dovuto riorganizzare tutto”
Tra le tante un’altra testimonianza ci arriva da Legnano. La protagonista di questa storia è una donna tra i 51 e i 60 anni, con figli a carico e genitori anziani non autosufficienti. «Dopo la diagnosi di tumore al colon fatta a mia madre, 82 anni, abbiamo dovuto riorganizzare completamente la vita familiare e lavorativa per far fronte alle esigenze di cura». Per oltre un mese è stata costretta a vivere a casa della madre. «Non è stato facile conciliare le esigenze dei miei figli e di mio marito. In alcuni momenti mi sono sentita impotente».
Fondamentale, in questo caso, è stato però il supporto dell’azienda: «Mi hanno permesso di lavorare in smart working tutti i giorni. Anche durante la radioterapia, a cui era sottoposta quotidianamente, non ho avuto problemi con i permessi. Decisivo anche il sostegno della famiglia». Accanto alla fatica emotiva, emerge però un altro tema ricorrente: la difficoltà nei rapporti con il sistema sanitario e burocratico. «I problemi principali sono stati di tipo comunicativo con ospedali e medici: troppe volte danno per scontato che si sappia cosa fare e abbiamo perso tempo prezioso». Ancora più complessa la procedura per il riconoscimento dell’invalidità e della Legge 104. «Per i malati oncologici la legge prevede una visita entro 15 giorni dalla diagnosi, ma noi abbiamo aspettato quasi tre mesi per la conferma».
Un carico che resta spesso invisibile
Dalle prime risposte emerge con chiarezza come il peso della cura ricada in larga parte sulle donne, che si trovano a rimodulare la propria carriera, a ridurre le ambizioni professionali o a rinunciare a ruoli di responsabilità per reggere l’impatto psicologico e organizzativo. Accanto alla fatica, però, emerge anche una rete di solidarietà fatta di aziende comprensive, famiglie presenti e fratelli che, pur nelle difficoltà, cercano di collaborare.
La generazione sandwich racconta una quotidianità fatta di turni di lavoro, visite mediche, pratiche burocratiche, figli da sostenere – talvolta anche adulti e fragili – e genitori da accompagnare in un tratto delicato della vita. Il modulo resta aperto per raccogliere nuove storie. Perché dietro i numeri ci sono persone, e dietro ogni testimonianza c’è un pezzo di realtà che merita di essere raccontato.
L’EVENTO A MATERIA
A questo tema è dedicato l’incontro con Laura Turuani, in programma il prossimo 26 marzo alle 21:00 a Materia di Castronno. Prenota qui il tuo posto.
Ma quante sono le donne che gestiscono questo equilibrio precario?
Per scoprirlo abbiamo preparato un sondaggio anonimo. Bastano tre minuti: le vostre risposte ci permetteranno di costruire una mappa del carico di cura nel Varesotto e nell’Alto Milanese e di raccogliere le vostre storie.
Laura Turuani, psicoterapeuta nel centro Minotauro, presenterà il suo libro Le schiacciate. Vivere i cinquant’anni a testa alta tra lavoro, figli adolescenti e genitori anziani. Edizioni Solferino. Un racconto lucido e partecipe delle donne intorno ai cinquant’anni, strette tra lavoro, figli adolescenti e genitori anziani. Storie vere che parlano di stanchezza, perdita e iper-responsabilità. Ma anche di consapevolezza, solidarietà femminile e nuove possibilità di equilibrio.





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