Il Movimento dei Cittadini contro il progetto per la ex Manifattura di Legnano: “È una ManiSciagura”
Franco Brumana, capogruppo del Movimento dei Cittadini, non usa mezzi termini per "demolire" il progetto di riqualificazione dell'area della ex Manifattura
Altro che «ManiFutura», il progetto per la riqualificazione dell’area della ex Manifattura è una «ManiSciagura». Non usa mezzi termini Franco Brumana, capogruppo del Movimento dei Cittadini, forza politica che farà parte della coalizione a sostegno di Federico Amadei per le prossime elezioni amministrative, per “demolire” il progetto di riqualificazione dell’area della ex Manifattura presentato nei giorni scorsi da amministrazione comunale e proprietà.
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«L’operatore privato aveva comperato all’asta tutta la Manifattura ad un prezzo ridicolo, ma il sindaco e la sua maggioranza avevano respinto la mia proposta, presentata in consiglio comunale, di esercitare il diritto al riscatto della parte storica ad un prezzo proporzionale a quello dell’asta – sottolinea Brumana -. Avevano preferito spendere molto di più in opere quantomeno discutibili e non disturbare il grande affare del privato divenuto proprietario. Ora con il nuovo progetto si fa omaggio della edificabilità di tre nuovi grattacieli a ridosso dei pregiati edifici storici, senza preoccuparsi di snaturare la prospettiva, la visione e la percezione intellettiva e sensoriale del complesso monumentale. Il sindaco non si preoccupa nemmeno delle prescrizioni della Soprintendenza, che in proposito aveva stabilito che nella porzione ora destinata alle tre nuove torri “l’articolazione planivolumetrica della eventuale nuova destinazione dovrà tener conto dei mutui rapporti volumetrici e della visuale verso gli edifici tutelati della fabbrica e del villino del direttore”. Chissà con quali argomentazioni il Comune e la proprietà cercheranno di eludere queste disposizioni? Certo è che i tre grattacieli costituiscono una barriera visiva di grandi dimensioni e non rispettano proporzioni volumetriche accettabili rispetto agli edifici storici».
«Risulta poi che lo stabile che ricomprende la chiesetta, dove si sposavano le giovani lavoratrici che vivevano in fabbrica, l’asilo che ospitava i loro bambini e il meraviglioso piccolo teatro, verrà demolito per essere sostituito da una palazzina di appartamenti, che avrà l’unico vincolo di mantenere la stessa altezza e il medesimo sedime – aggiunge il capogruppo del Movimento dei Cittadini -. Inoltre uno dei due convitti dove vivevano le giovanissime lavoratrici verrà “svuotato” in parte al piano terreno per renderlo transitabile. Questi due edifici hanno un’importanza fondamentale e un fascino particolare per le memorie che custodiscono e perché rappresentano la peculiarità della Manifattura, che era una sorta di cittadella a sé stante dove le ragazze passavano il loro tempo anche non lavorativo e venivano vigilate dalle suore. Il progetto magnificato dal sindaco contrasta quindi totalmente con il documento sottoscritto da oltre mille cittadini che chiedevano la tutela e la valorizzazione del complesso della Manifattura».
«Questo progetto è stato una vera sorpresa perché è frutto di trattative con la proprietà, che sono state mantenute rigorosamente segrete e nascoste anche ai consiglieri comunali in spregio ai più elementari principi di democrazia, di trasparenza e di partecipazione – conclude Franco Brumana -. A tutt’oggi si può sapere solo quanto dichiarato nella conferenza stampa riservata ai soli giornalisti accreditati. Già ora però dalle poche notizie riportate dai giornalisti presenti possiamo qualificare questa operazione immobiliare come “ManiSciagura” più che come la definisce il nostro sindaco “ManiFutura”».








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