Don Ciotti a Legnano con il presidio studentesco contro le mafie: “Siete un diluvio necessario”
Il presidente di Libera è intervenuto con Marisa Di Levrano all'incontro per il primo anno del Presidio scolastico “Marcella Di Levrano” fondato dalle Barbara Melzi contro le mafie
In un teatro Tirinnanzi gremito di studenti, nella mattinata di oggi, 19 gennaio, è stato celebrato il primo anniversario del Presidio studentesco “Marcella Di Levrano” di Libera – Associazioni, nomi e numeri contro le mafie, nato all’interno dell’Istituto Barbara Melzi di Legnano e diventato un laboratorio di cittadinanza attiva.
L’incontro, dal titolo “Io sono un seme”, ha visto la partecipazione straordinaria di don Luigi Ciotti, fondatore e presidente di Libera, tra le voci più autorevoli dell’antimafia sociale. Accolto da un lungo applauso, il sacerdote ha raccontato la sua esperienza, ha ribadito che «il problema delle mafie attraversa tutto il nostro Paese», e ha messo in guardia anche dai rischi di una visione riduttiva della legalità: «Oggi si parla molto di legalità, è una parola abusata. La legalità è importante, ma da sola non basta: è solo uno strumento per raggiungere l’obiettivo della giustizia sociale, altrimenti rischia di sfociare nel legalismo. La legalità ha senso solo se serve a costruire uguaglianza. Abbiamo avuto anche leggi ingiuste, fatte per l’interesse di pochi e non per il bene comune. Per questo dobbiamo essere la spina nel fianco delle istituzioni». In questo contesto la vera sfida è culturale ed educativa: «Voi ragazzi – ha detto don Ciotti – siete un diluvio necessario, fondamentale, rappresentate oggi percorsi inediti, e questo è meraviglioso. In questo tempo è più che mai necessario un impegno collettivo, perchè solo il noi unito, un pò ribelle, potrà produrre il cambiamento».

Accanto a lui c’era Marisa Fiorani, madre di Marcella Di Levrano, uccisa dalla Sacra Corona Unita in Puglia per aver denunciato il sistema mafioso. È stata proprio la sua testimonianza, intensa, ad avere acceso la miccia negli studenti e a portarli a dare vita al presidio. Marcella, oggi simbolo di coraggio e verità, continua a vivere attraverso le parole di chi la ricorda, grazie a una madre che ha saputo trasformare il dolore in impegno civile: «Siamo qui perché questo percorso non si fermi. Essere cittadini del futuro significa avere oggi il coraggio delle scelte, della verità e della responsabilità», hanno detto gli studenti del presidio di Libera di Legnano, affiancati da chi li ha preceduti e ha iniziato il cammino ancor prima che il presidio venisse inaugurato.
Nel corso dell’incontro è intervenuto anche Francesco Cajani, sostituto procuratore della Repubblica presso la Procura di Milano e membro del Comitato scientifico de Lo Strappo, che ha sottolineato il valore della dimensione collettiva della giustizia: «La giustizia non è mai un fatto solitario. È un percorso che si costruisce insieme, nel tempo, attraverso scelte difficili ma necessarie».
A portare il saluto delle istituzioni è stato il sindaco di Legnano, Lorenzo Radice. Il primo cittadino ha ricordato l’impegno del Comune nella lotta alle mafie e la recente decisione di costituirsi parte civile nel processo Hydra, scelta che ha portato anche al riconoscimento di un risarcimento per danno morale. Una firma tutt’altro che scontata, come ha raccontato lo stesso sindaco: «Quando un sindaco deve mettere quella firma, la mano trema. Non è facile. Ma in quel momento ho pensato agli studenti del presidio della nostra città, all’immagine della mattina in cui è nato. E non ho esitato: bisogna dire con chiarezza da che parte si sta e ognuno può fare la propria parte».
Il processo Hydra ha riconosciuto l’alleanza tra Cosa nostra, ’ndrangheta e camorra in Lombardia e su questo don Ciotti ha dichiarato: «Oggi le mafie sono più forti e più presenti a nord, si stanno rigenerando, agiscono ormai su un altro livello, sono fortemente tecnologiche e soprattutto i grandi capi sono manager e imprenditori o sono camuffati in questo modo. Allora tocca anche a noi, società civile, darci una mossa in più».












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