Bosco Ronchi a Legnano, al via l’intervento di rinnovo: spazio a 1.150 piante autoctone
Prima saranno abbattute le piante morte ed esotiche poi sarà eseguito un lavoro di miglioria forestale finalizzato a creare un bosco composto da specie autoctone di alberi. L’importo dei lavori è di circa 94mila 500 euro
Inizieranno la prossima settimana i lavori di miglioria forestale del Bosco Ronchi a Legnano per riqualificare il polmone verde nel quartiere Canazza. Il progetto dell’intervento, redatto dall’agronomo Paolo Alleva, interessa 7mila 600 metri quadrati dell’area boschiva (quella identificata come “bosco” nel Piano di Indirizzo Forestale), che è una parte degli oltre 17mila 500 metri quadrati nella zona alta dei Ronchi acquisiti dall’amministrazione comunale nel luglio 2023. L’area d’intervento si trova nella porzione nord del Bosco Ronchi, quella compresa tra le proprietà private di via Pascoli, via d’Intimiano e via Colombes. «Per il Bosco Ronchi non parliamo semplicemente di un progetto, ma di un percorso che vedrà succedersi lavori e cure che avranno una durata complessiva di sette anni – nota Lorena Fedeli, assessore alla Città futura-. Come abbiamo avuto modo di spiegare nel corso degli incontri pubblici tenuti nel quartiere, le scelte progettuali sono supportate da solide competenze tecniche, approvate, fra l’altro, da Regione Lombardia, che si occupa di tutela forestale. L’abbattimento e la ripulitura sono fasi necessarie cui seguiranno, a stretto giro, le ripiantumazioni che, per ottenere il massimo attecchimento, deve partire dalle piantine forestali. Si tratta di un altro tassello nella riqualificazione degli spazi pubblici della nostra città che, in questo caso, riguarda un polmone verde che fa parte di quella rete ecologica che l’amministrazione vuole valorizzare e implementare».
Spazio a 1.150 piante autoctone
Il bosco è oggi formato in netta prevalenza da specie esotiche invasive che versano in un cattivo stato fitosanitario, con alcuni soggetti “schiantati”. Si è reso quindi necessario programmare un intervento di miglioria forestale articolato in tre fasi: abbattimento di alberi esotici invasivi e malati; interventi di miglioria forestale mediante piantagione di nuove essenze e manutenzione per garantirne l’attecchimento. Gli abbattimenti riguarderanno, oltre agli alberi morti o deperiti, piante esotiche come il ciliegio tardivo, l’acero bianco e il bambù. Alla fase degli abbattimenti seguirà il lavoro di miglioria forestale finalizzata a creare un bosco composto da specie autoctone di alberi, come ciliegio, farnia, frassino, pino silvestre, rovere e tiglio, e di
arbusti, quali ligustro, prugnolo, spino cervino, pallon di maggio, per un totale di circa 1.150 piante. A seguito di questa fase, che si concluderà entro marzo, per i sette anni successivi, saranno effettuate cure colturali per assicurare attecchimento, crescita e una buona condizione vegetativa. L’intervento prevede una fascia di rispetto lungo il perimetro boschivo che confina con le proprietà private, dove non saranno messi a dimora alberi ad alto fusto. L’importo dei lavori è di circa 94mila 500 euro; l’mpegno economico complessivo dell’Amministrazione, comprensivo, quindi, delle spese tecniche e della manutenzione per i sette anni successivi all’impianto delle nuove specie, ammonta a 149mila euro.









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