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Qualità dell’aria a Legnano: polveri sottili elevate nei primi giorni di gennaio

Nei primi giorni di gennaio la qualità dell’aria a Legnano è risultata spesso scadente, condizionata da concentrazioni elevate e persistenti di polveri sottili, favorite dal meteo stabile e invernale, come evidenziano i dati Arpa Lombardia aggiornati al 7 gennaio

cielo - aria

La qualità dell’aria a Legnano, in questi primi giorni di gennaio, non è delle migliori. A confermarlo sono i dati diffusi da Arpa Lombardia e aggiornati al 7 gennaio, basati su una stima degli ultimi dieci giorni. A determinare il quadro sono le concentrazioni di polveri sottili, che in più occasioni si sono mantenute su livelli elevati, incidendo in modo significativo sull’Indice di Qualità dell’Aria soprattutto perchè mancano precipitazioni.

Il particolato PM10 ha fatto registrare un episodio di superamento del valore limite giornaliero il primo gennaio, quando la concentrazione stimata ha raggiunto i 70 microgrammi per metro cubo, ben oltre la soglia dei 50 microgrammi fissata dalla normativa. Nei giorni successivi i valori si sono riportati al di sotto del limite, ma restando vicini alla soglia, con concentrazioni comprese tra 37 e 46 microgrammi per metro cubo. Basta un peggioramento delle condizioni meteorologiche per determinare nuovi sforamenti. Ancora più significativo è il comportamento del PM2.5, la frazione più fine delle polveri, considerata particolarmente dannosa per la salute. Per gran parte del periodo analizzato le concentrazioni si sono mantenute su valori elevati, spesso superiori ai livelli raccomandati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, con un picco di 56 microgrammi per metro cubo registrato il primo gennaio. Anche nei giorni successivi, pur in assenza di valori estremi, il PM2.5 è rimasto stabilmente su livelli tali da condizionare negativamente la qualità dell’aria.

L’Indice di Qualità dell’Aria elaborato da Arpa Lombardia colloca infatti Legnano, per diverse giornate, nella classe “Scarsa”, soprattutto a causa del contributo delle polveri sottili. Gli altri inquinanti monitorati, come biossido di azoto, ozono e anidride solforosa, non mostrano particolari criticità. A incidere in modo determinante è il meteo. Le condizioni tipiche dell’inverno in Pianura Padana, con aria fredda, assenza di precipitazioni e ventilazione debole, favoriscono il ristagno degli inquinanti negli strati più bassi dell’atmosfera, impedendone la dispersione. In questo scenario, le emissioni legate al traffico e al riscaldamento domestico tendono ad accumularsi, mantenendo elevata la concentrazione di polveri sottili per più giorni consecutivi.

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Pubblicato il 09 Gennaio 2026
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