Ri-trovare lavoro dopo i 50 anni. La storia di Elena e il corso motivazionale a Legnano
Abbiamo ospitato in redazione Elena Cuviello tra le 14 partecipanti al corso
Reinserirsi nel lavoro dopo una lunga esperienza professionale o anni dedicati alla cura della famiglia non è semplice, soprattutto per le donne over 40 e over 50. È proprio per questo che nasce Pathway Donne, il percorso formativo di AFOL Metropolitana, gratuito perché finanziato dal Comune di Legnano per delibera dell’assessorato alle Oari Opportunità, pensato per accompagnare le partecipanti in un cammino strutturato, fatto di coaching, consapevolezza delle proprie competenze e strumenti concreti per affrontare la ricerca di un nuovo impiego.
Tra le 14 donne che hanno preso parte all’ultima edizione c’è Elena Cuviello, legnanese, che dopo oltre trent’anni nella stessa azienda si è ritrovata ad affrontare la sfida di ricostruire la propria identità professionale. La sua testimonianza, portata alla Fiera del Lavoro di Legnano, è un esempio di come, con il giusto supporto, sia possibile ritrovare fiducia, scoprire risorse inaspettate e affrontare il cambiamento con nuovi strumenti. Legnanonews ha invitato Elena in redazione per chiederle di condividere con i lettori la sua esperienza.
Elena, come hai conosciuto il corso Pathway Donna e cosa ti ha spinta a partecipare?
«Ho scoperto il corso tramite una newsletter del Comune di Legnano. Pathway Donna era rivolto alle donne over 30 che volevano rientrare nel mondo del lavoro e l’ho trovata un’occasione perfetta. Il gruppo era composto da 14 donne, tutte con esperienze diverse ma accomunate dallo stesso bisogno di ripartire».
Quali sono stati gli aspetti più importanti del corso?
«Il percorso alternava incontri in presenza e webinar, con sessioni di coaching di gruppo davvero utili. Inizialmente abbiamo condiviso le nostre esperienze professionali e personali: è emerso quanto noi donne tendiamo a sottovalutarci. Una parte fondamentale è stata quella sulle soft skill. Attraverso questionari compilati da colleghi e amici – non dai familiari, per evitare giudizi troppo indulgenti – ho scoperto capacità che io stessa non riconoscevo. Mi percepivo poco performante, soprattutto nel multitasking e nelle relazioni, ma le valutazioni esterne dimostravano il contrario. Poi abbiamo lavorato sul curriculum e sulla ricerca attiva del lavoro: ho imparato come funzionano i filtri dell’intelligenza artificiale e quanto sia importante una candidatura mirata, basata su parole chiave e sul ruolo che si desidera ricoprire».
Che risultati hai ottenuto e cosa porti con te da questa esperienza?
«Sono riuscita a superare i filtri dell’intelligenza artificiale e ad arrivare a più colloqui con due offerte molto buone, a tempo indeterminato che tengono conto della mia esperienza pregressa. Dopo 32 anni nella stessa azienda temevo di non riuscire più a farcela, invece i colloqui mi hanno dato modo di esprimermi davvero. Un altro risultato prezioso è stato il networking con le altre partecipanti: continuiamo a confrontarci, scambiarci opportunità e sostenerci. Abbiamo scoperto strumenti utili, come la “dote GOL” per chi percepisce la NASPI.
Cercare lavoro è un lavoro, ma affrontarlo insieme, con un percorso così mirato e umano, rende tutto più possibile. Spero che il corso venga riproposto presto, per dare un’opportunità anche ad altre donne che stanno attraversando una fase di cambiamento».
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