“La scuola al tempo dei metal detector”
Secondo il sindacalista della Flcgil Legnano legge e ordine da soli non bastano. Servono misure di contrasto alle diseguaglianze e alle povertà non solo educative ma anche economiche e sociali
(foto di archivio) Il sindacalista della Flcgil Legnano, Pippo Frisone, interviene sui gravi fatti avvenuti in un liceo di La Spezia, in cui ha perso la vita uno studente, accoltellato da un compagno, e le nuove misure di sicurezza messe in campo per prevenire tali episodi. «I fatti di La Spezia hanno scosso le coscienze, non solo degli operatori scolastici di quella città ma anche quelle di tutti i cittadini italiani. A due settimane di distanza, arriva la Circolare congiunta, firmata dai ministri Valditara e Piantedosi, diramata in tutta Italia ai Prefetti e ai Dirigenti degli Uffici Scolastici Regionali e quindi a tutte le scuole», commenta il sindacalista, che spiega le misure adottate. Obiettivo prioritario è quello di prevenire ogni forma di illegalità negli istituti scolastici, dall’ingresso di armi, lame e coltelli, allo spaccio e al consumo di droga, al bullismo e non solo. Si allarga il campo d’azione e di controllo alle aree frequentate dai giovani, fuori dalle scuole, tanto indefinite quanto considerate pericolose. La conseguenza è un’estensione delle responsabilità da parte dei dirigenti scolastici che rimangono figure centrali, coi Prefetti e coi Comitati provinciali per l’ordine e la sicurezza, nella gestione degli interventi attuativi. Le nuove disposizioni impartite con la circolare del 28 gennaio, si applicano soltanto in quelle situazioni di criticità che i Dirigenti Scolastici man mano rileveranno nei loro istituti, segnalandoli al Prefetto che attiverà il Comitato per l’ordine e sicurezza per gli interventi più idonei e adeguati. Vigilanza e controllo che potrebbero estendersi, coinvolgendo anche le strutture sanitarie e i servizi sociali. Per mettere in atto tutto ciò, potrebbero essere usati nelle scuole non strutture fisse di metal detector agli ingressi ma dispositivi manuali di rilevazioni, di facile utilizzo affidati alle forze dell’ordine.
«A problemi complessi come il disagio e i bisogni educativi dei giovani, si risponde ancora una volta con una semplificazione inadeguata, basata su legge, ordine e repressione – dichiara Frisone -. Le scuole a rischio che segnalano criticità e richieste d’aiuto, non possono essere trasformate in fortini assediati. Legge e ordine da soli non bastano. Quello che manca nel provvedimento è il rafforzamento del ruolo educativo delle scuole. Occorrono investimenti sulla formazione del personale scolastico, sulla prevenzione, puntando su psicologi e tutor e su una seria educazione al rispetto e sessuo-affettiva dei giovani. L’ennesima risposta securitaria del Governo dimostra che l’istruzione e l’educazione dei giovani non è una priorità di questo Governo. Mentre si tagliano gli organici, si accorpano gli Istituti, si pagano male gli insegnanti, si aumentano le risorse a favore delle scuole private. La risposta semplificata del Governo a un problema complesso che dalla società attraversa anche le scuole, potrebbe mostrarsi all’atto pratico insufficiente e di difficile attuazione, se non accompagnate da misure, più in generale, di contrasto alle diseguaglianze e alle povertà non solo educative ma anche economiche e sociali. Il rischio è che dietro ai metal detector, i problemi dei giovani restano nella loro drammaticità e come le stime ci segnalano, in continua crescita».










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