Nuove telecamere, un punto luce in più e pattugliamenti in corso Garibaldi a Legnano dopo le spaccate
La sicurezza è tornata tra i banchi del consiglio comunale di Legnano dopo la serie di spaccate dei mesi scorsi in corso Garibaldi
Mentre, numeri alla mano, in Italia continua a crescere la micro-criminalità di strada, il consiglio comunale di Legnano si spacca ancora una volta sulla sicurezza. Il tema, da sempre caldissimo in una consiliatura dove per la verità i temi “freddi” sono stati ben pochi, è tornato tra i banchi dell’aula consiliare di Palazzo Malinverni dopo la serie di spaccate dei mesi scorsi in corso Garibaldi, all’origine di un’interrogazione presentata da Fratelli d’Italia che chiedeva conto a sindaco e giunta di videoservoglianza e pattugliamenti nell’area.
«Sono state posizionate in questi giorni dodici nuove telecamere – ha spiegato il sindaco Lorenzo Radice durante la seduta, ricordando i confronti con i commercianti di corso Garibaldi e con Confcommercio e le lungaggini burocratiche che hanno portato ad un’attesa lunga anni per l’aumento della videosorveglianza -: cinque in zona Castelfidardo – San Domenico, tre nella zona di corso Italia e quattro nella zona di via Pontida. Per alcune stiamo aspettando l’allaccio, a breve saranno tutte operative. Oltre alla videosorveglianza, era già iniziata in precedenza un’attività di pattugliamento straordinaria, che anche in accordo con i commercianti abbiamo deciso di concentrare nella fascia oraria tra le 19.30 e le 20.30 e durante la notte con ulteriori passaggi: solo nel mese di ottobre e nei primi mesi di novembre, sono stati effettuati oltre 60 passaggi specifici per quell’asse».
«È stato inoltre attivato un monitoraggio continuo con la Polizia Locale di eventuali situazioni di degrado come sporcizia e rifiuti per mantenere il decoro dell’area – ha aggiunto Radice -. Esistono delle forme di coordinamento anche con Carabinieri e Polizia di Stato, non a caso anche i Carabinieri in questi giorni stanno facendo una serie di interventi. Abbiamo già attivato una convenzione con l’Associazione Nazionale Carabinieri ed era già stato previsto di estendere la loro presenza tra la stazione e alcune aree del centro: nel prossimo mese si inizierà con qualche uscita sperimentale, useremo dicembre come test per poi partire nel 2026. Insieme ai commercianti abbiamo valutato anche la necessità di incrementare l’illuminazione pubblica: andremo ad aggiungere un punto luce in corso Garibaldi e stiamo attendendo dei preventivi per valutare la sostituzione dei corpi illuminanti dei portici tra corso Garibaldi e via Pontida con luci più potenti».
Risposte che non sono bastate all’opposizione. «Al di là dei tempi biblici che la nostra burocrazia ci impone, con quelle poche risorse che abbiamo a disposizione molte volte si fanno scelte rivedibili – ha sottolineato Stefano Carvelli, consigliere di Fratelli d’Italia -: davanti a potenziali offerte come la sperimentazione sui taser, ad esempio, si è scelto di rinunciare a quelle opportunità. Se non proviamo a dare una dinamica nuova e più ampia alla sicurezza urbana, rischiamo di rimanere impantanati. Dopo la prima ondata di spaccate due anni fa c’erano stati dei pattugliamenti, ma ci è stato detto dai commercianti che poi sono diventati sporadici, fino a sparire: speriamo che questi nuovi pattugliamenti durino nel tempo. Ci fa piacere sapere che grazie ai Carabinieri in pensione si penserà ad un pattugliamento a piedi, perché la presenza è quello che fa la differenza: in corso Garibaldi anche in momenti diurni troviamo senzatetto che provano a rubare dalle auto in sosta».
«Quanto alle telecamere, nel 2022 dopo l’installazione l’anno precedente di un nuovo data center performante, ne avevamo circa 150. Passati tre anni, le telecamere sono diventate 250: il sistema è sottodimensionato, ci piacerebbe vedere un’espansione a livello di centrale. Abbiamo visioni differenti: siamo d’accordo che il problema di fondo c’è quando la coperta è corta e ci troviamo con situazioni di disagio nella città che non aiutano a mantenere un livello di sicurezza adeguato, ma rimane il rammarico nell’aver visto bocciare tutte le mozioni presentate dalla minoranza, che comunque provavano a portare un valore aggiunto: qualcuna di quelle mozioni, dalla vigilanza privata all’operazione “Strade sicure” e ai taser, avrebbe potuto portare un miglioramento quantomeno della sicurezza percepita».
Quello della sicurezza, peraltro, è un problema che travalica ampiamente i confini comunali. Tanto che l’interrogazione ha riportato l’attenzione del consiglio comunale anche sullo scenario nazionale. «Tutte le città italiane da qualche anno stanno vivendo una ripresa di alcune fattispecie criminali che ci stanno riportando ai livelli pre-Covid, e stanno vivendo delle difficoltà sul tema della sicurezza urbana – è stato lo sfogo del sindaco -. C’è una certa stanchezza da parte dei sindaci di tutta Italia, di qualsiasi colore politico: siamo stufi di essere additati come responsabili di qualcosa rispetto alla quale non ci vengono dati mezzi e strumenti per dare le risposte che i cittadini ci chiedono. Delle due, l’una: o la responsabilità è dei sindaci, ai quali allora vanno dati i mezzi per intervenire, oppure si dica una volta per tutte che la sicurezza pubblica è affare di altri enti e sfatiamo il mito che quello che succede nelle città è colpa delle amministrazioni. C’è un evidente disfunzione nel sistema Paese che chi governa ha il compito di curare».
Parole che, ancora una volta, sono state respinte al mittente dalla minoranza. «Nella legge di bilancio non ci sono le risorse per nuovi agenti di Polizia Locale perché abbiamo un vincolo che si chiama Fiscal Compact – ha replicato Carvelli -: abbiamo un debito che ci impone di rimanere in un certo rapporto deficit-PIL e quando la coperta è corta, e qualcuno dice che il sogno europeista è importante, si fanno delle scelte. Negli ultimi anni, però, il Governo ha investito molto per l’assunzione di nuove Forze dell’Ordine e nel rinnovo dei contratti delle Forze dell’Ordine».
Foto di archivio










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