La Singwolf Production di Cantalupo incanta il pubblico del Teatro Galleria di Legnano
Dietro questo spettacolo ci sono 2 anni di grande lavoro e dedizione. «In scena ci sono circa 80 maschere e 130 costumi - ha detto il regista Fabrizio Cozzi -. Le maschere sono state tutte realizzate manualmente, un lavoro notevole»
Nel weekend appena trascorso il Teatro Galleria di Legnano ha ospitato lo spettacolo teatrale “Il cerchio della vita”, musical realizzato dalla Singwolf Production di Cantalupo che ha attirato più di 2000 spettatori con le sue ricche ed elaborate scenografie e la bravura degli attori. Il Re Leone è uno dei capolavori più amati di tutti i tempi e realizzare un musical che sia fedele non solo nel racconto della storia ma anche nella realizzazione di costumi e scenografie non è un lavoro facile ma quando c’è passione e forza di volontà superare gli ostacoli diventa meno difficile.
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Nata più di 10 anni fa a Cantalupo dalla creatività e dal desiderio di Claudio Croci e Fabrizio Cozzi di realizzare un punto di ritrovo per i giovani, la Singwolf Production è cresciuta molto e ad oggi conta circa 60 persone (tra attori, corpo di ballo, macchinisti, tecnici audio e luci, costumisti e truccatrici) accomunate dalla passione per il teatro e dalla voglia di dare momenti di gioia ad un pubblico composto prevalentemente da famiglie e ragazzi.
La Singwolf Production non è nuova al Teatro Galleria di Legnano e chi fa parte della compagnia da più tempo ricorda bene l’emozione provata nel 2014. «Vederlo così pieno è molto emozionante – hanno detto gli attori Riccardo Croci, Susanna Donghi, Elisa Bollati -. Passano gli anni ma l’emozione rimane sempre».
«Il Teatro Galleria – ha detto il regista Fabrizio Cozzi – è stato il primo Teatro dove abbiamo potuto fare un musical perché prima ci esibivamo all’oratorio di Cantalupo. Il primo spettacolo che abbiamo portato qui è stato Aladdin ed è stato un bel successo, a seguire abbiamo portato in scena La Bella e la bestia e Peter Pan. Il Teatro Galleria è uno di quei Teatri dove possiamo fare i nostri musical perché abbiamo oggetti scenici abbastanza grossi».
«Sai che dietro le quinte c’è un gruppo di persone pronto a sostenerti e incoraggiarti»
Alla domanda “che significato ha per voi questo spettacolo?” gli attori non hanno dubbi: famiglia. «Vederlo e sentirlo sul palco con tutti gli ingranaggi al loro posto è stupendo. Entri in scena e sai che dietro hai un “cuscinetto” di persone pronto a sostenerti e incoraggiarti. In questo spettacolo ogni personaggio è fondamentale – hanno detto Riccardo, Elisa e Susanna – e anche chi sta dietro le quinte, senza una persona si perde tutto. Noi mettiamo l’energia e l’interpretazione ma dietro c’è una macchina in movimento. Il lavoro realizzato da chi non si vede sul palco è fondamentale, basti pensare alle maschere realizzate a mano dal nostro regista, loro sono la grande forza del nostro spettacolo. Ognuno svolge un ruolo fondamentale, forse ci sono più persone dietro le quinte che in scena».
«”Il cerchio della vita” – ha detto il regista Fabrizio Cozzi – vuol dire che la vita non finisce mai nonostante la morte, è un cerchio che gira e non si conclude mai. Questo è il bello, vuol dire che tutti siamo importanti e al centro c’è la vita che ci collega tutti, è un significato importante».
80 maschere realizzate manualmente
Dietro questo spettacolo ci sono 2 anni di grande lavoro e dedizione. «In scena ci sono circa 80 maschere e 130 costumi – ha raccontato il regista -. Le maschere sono state tutte realizzate manualmente e di conseguenza hanno comportato un lavoro e un arco di tempo notevole. Abbiamo maschere degli gnu, delle leonesse, le iene, i personaggi principali: Mufasa, Scar, Simba. Sono tutte prodotte in vari materiali che ho trovato su internet: dal polistirolo alla gomma. Tante maschere le abbiamo realizzate su modello di una scultura realizzata in precedenza, ricoperta in cartapesta e poi dipinta. Sono maschere abbastanza leggere perché altrimenti non sarebbe possibile indossarle, non sembra ma non è facile tenere una maschera sopra la testa mentre si balla».
I colori sono fondamentali per la resa di questo spettacolo. «L’aspetto importante di questo musical che ho voluto realizzare – ha detto Cozzi – è quello di fare una scenografia particolare: anziché usare solo i fondali che abbiamo abitualmente inserirne anche uno retroilluminato con quattro colonne che vanno in simbiosi e a seconda della scena cambiano colore».














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