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A Legnano sfila il corteo del Primo Maggio: “Difendere il lavoro significa essere antifascisti”

È il messaggio del sindaco Radice al corteo guidato dai sindacati confederali partito questa mattina da piazza Monumento. Alle 14 concorso di band al teatro Tirinnanzi

È partito questa mattina alle 9.30 da Piazza Monumento il corteo del Primo Maggio organizzato a Legnano da Cgil, Cisl e Uil. Oltre 200 i partecipanti che si sono ritrovati davanti alla Franco Tosi, storica fabbrica legnanese dal cuore ancora pulsante. In prima linea i tre referenti di Cgil, Uil e Csil ossia Mario Principe, Luigi Tripodi e Eros Lanzoni.

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Il corteo del Primo Maggio a Legnano 4 di 12

Lavoro, diritti e solidarietà al centro dei discorsi che hanno accompagnato la manifestazione diretta in piazza San Magno dove si è tenuto il comizio ufficiale. Tra i relatori anche il sindaco Lorenzo Radice che ha voluto lanciare un messaggio chiaro, il giorno dopo la commemorazione del  legnanese Carlo Borsani, medaglia d’oro al valor militare, che ha visto sfilare la sera del 30 aprile in corteo una 80ina di militanti del Comitato “Legnano Non Dimentica”, alcuni con i simboli di “Lealtà e Azione”: «Le nostre città non devono e non hanno paura ad usare la parola antifascismo – sono le parole del sindaco Lorenzo Radice – Ricordiamoci sempre che la nostra è una Costituzione basata sul lavoro, (art 1 ): difendere il lavoro significa essere antifascisti, perchè il lavoro è un diritto e attraverso il lavoro realizziamo la nostra dignità di essere umani. Ricordiamocelo sempre: credo sia un messaggio importante in questo tempo». La discussione si era già accesa in occasione del consiglio comunale.

I temi toccati dalle guide delle tre sigle sindacali sono stati diversi, tra questi la sicurezza sul lavoro, il precariato, la riforma irpef e anche il diritto alla salute. Un fisco giusto capace di tutelare i lavoratori regolari «che faccia pagare più tasse a chi paga di più».

I discorsi

Ad aprire le riflessioni è stato Principe segretario della Cgil Ticino Olona che ha prima di tutto ricordato l’ultima vittima sul lavoro: Fatjon Tafa. Lui era l’operaio di 36 anni deceduto nei giorni scorsi in un cantiere a Magenta. «L’ennesima tragedia, non un caso inevitabile – afferma Principe -. Siamo di fronte a una strage che non si ferma ed ogni vittima va chiamata con il suo nome. Questi sono omicidi sul lavoro e va istituito il reato». Per il sindacalista appare evidente che dietro alle morti sul lavoro, agli infortuni e alle malattie «c’è un modello di fare impresa che va messo in discussione». Nel suo articolato intervento Principe ha toccato l’autodeterminazione delle donne: « proposito di norme sbagliate Il provvedimento varato nei giorni scorsi che favorisce la presenza nei consultori delle associazioni antiabortiste se ci pensiamo è il segno che questo governo vuole controllare il corpo delle donne. Mentre in Europa oggi a diversità del governo italiano, stanno addirittura discutendo di includere nella carta dei diritti europei il diritto di scelta delle donne». Principe ha infine sottolineato: «In questa nostra giornata da questa piazza voglio dirlo a gran voce, noi non siamo qui a resistere, ma vogliamo indicare una prospettiva di un nuovo paese di un nuovo modello sociale in cui il lavoro le persone tornino ad essere al centro».

Nel parlare dell’Europa è stato formulato un appello di pace: «Viviamo un tempo di guerra, un tempo che sino a poco tempo fa ci sembrava impossibile vivere – afferma con forza Tripodi coordinatore confederale Legnano, Magenta, Abbiategrasso Uil Lombardia -. L’Europa ci sembrava inviolabile, invece… Per questo oggi più che mai dobbiamo dire a gran voce: stop a tutte le guerre, abbassiamo le armi. Dopo andremo a capire chi ha aggredito, chi ne trae beneficio e chi è vittima. Adesso deve tornare un tempo di pace». Rivolgendosi alla politica Lanzoni segretario della Cisl Milano ha chiesto «ai prossimi candidati al parlamento europeo di dare spazio ad una Europa capace di favorire la crescita, lo sviluppo e la tutela del lavoro». Il sindacalista della Cisl ha poi sottolineato: « II sogno di un’Europa unita è iniziato in uno dei momenti più bui del vecchio continente, a Ventotene, nel mezzo della seconda guerra mondiale, dove i padri fondatori sono stati capaci di immaginare un futuro di Unità e Libertà, pace e progresso. La Libertà, che come citava Piero Calamandrei “è Come laria, “ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare Come comincia a mancare”. Bisogna riprendere quel cammino che i nostri padri avevano individuato e iniziato. L’unione, pur con i suoi errori e le sue fragilità, ha garantito oltre 70 anni di pace favorendo il progresso economico e sociale».

Musica e giovani al Teatro Tirinnanzi

Quest’anno la festa dei lavoratori sarà coronata nel pomeriggio dal Concertone con il primo concorso di band organizzato dai sindacati che andrà in scena al Teatro Tirinnazi. Inizio alle 14 con ingresso libero

Concertone Primo Maggio a Legnano, le band suoneranno al Teatro Tirinnanzi

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Pubblicato il 01 Maggio 2024
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Il corteo del Primo Maggio a Legnano 4 di 12

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