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Manifattura di Legnano, parla la proprietà: “Basta fantapolitica, non costruiremo le Torri Gemelle”

Non si fermano le polemiche sul futuro della ex Manifattura. Officine Mak: "Per il bene dell'area non basta sognare, serve realismo"

Dentro la ex Manifattura di Legnano

In via Lega, tra i mattoni che – si tramanda – sono arrivati direttamente dall’Inghilterra, nei giorni di gloria si è arrivati a fornire anche 10mila chili al mese di cotone “44 Olona” alla Lacoste. Oggi, però, alla ex Manifattura, dopo 15 anni di chiusura, il passato non basta più. E mentre il tetto del corpo di fabbrica centrale minaccia di crollare – quasi fosse un segnale del conto alla rovescia ormai agli sgoccioli -, Legnano aspetta di conoscere il futuro dei 41mila metri quadri di una delle aree ancora oggi più emblematiche del passato industriale della città.

Lo fa con il nuovo PGT alle porte, e soprattutto tra le polemiche, ormai vero e proprio leit motiv di una politica cittadina che così litigiosa non la si ricordava da tempo. Con il consigliere di opposizione Franco Brumana che, da una parte, lancia una raccolta firme per salvare alcuni edifici del complesso industriale – non vincolati dalla Soprintendenza – dall’abbattimento e paventa il rischio di vedere nascere un grattacielo laddove per oltre un secolo la Manifattura ha rappresentato una città nella città; e Palazzo Malinverni, dall’altra, che difende le scelte messe nero su bianco nel piano di governo del territorio in itinere.

Dentro la ex Manifattura di Legnano

I conti, però, non si possono fare senza l’oste. E l’oste, in questo caso, è la proprietà dell’area: Officine Mak, che a fine luglio 2021 si era aggiudicata all’asta i 41mila metri quadri tra via Lega, via Banfi, via Palestro e via Alberto da Giussano dopo sette tentativi andati a vuoti, con un prezzo ormai di fatto crollato vertiginosamente e i vincoli del caso finalmente espressi dalla Soprintendenza. E la proprietà mezzi termini sull’affaire Manifattura non ne usa: «Per il bene dell’area non basta sognare – sottolineano infatti da Officine Mak -: bisogna essere realisti, altrimenti è solo fumo».

«Non accettiamo che si faccia della Manifattura una proprietà pubblica con i soldi dei privati – è il punto fermo che mette la proprietà -: diversamente, anziché una raccolta firme, che si promuova una raccolta fondi per l’acquisto dell’area e se ne faccia poi quel che si vuole. La strumentalizzazione fa male a Legnano: c’è una società seria che vuole intervenire dopo anni di immobilismo, perché mettere in piedi polemiche delle quali poi rischia di essere la cittadinanza a pagare lo scotto?».

Dentro la ex Manifattura di Legnano

Officine Mak a giorni tornerà a sedersi al tavolo con l’amministrazione. Lo farà con una serie di aspettative e le diatribe dei mesi scorsi ormai chiarite, e soprattutto con il proposito di far partire il più rapidamente possibile l’intervento, magari già in primavera. «La Soprintendenza ha già vincolato quel che c’era da vincolare, e i vincoli della Soprintendenza vanno rispettati, dove ci sono – conclude la proprietà -. È stato tolto il vincolo dell’altezza, ma non pensiamo certo di costruire le Torri Gemelle nella ex Manifattura. Quello a cui stiamo lavorando sarà un intervento di alto profilo che cambierà volto alla città: il resto è fantapolitica».

Leda Mocchetti
leda.mocchetti@legnanonews.com
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Pubblicato il 07 Novembre 2023
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