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Lavoratori interinali “sotto scacco”, l’appello dei sindacati: «Più diritti e più tutele»

Nei giorni scorsi è iniziata la trattativa per il rinnovo del contratto dei lavoratori interinali. In Lombardia sono 150 mila e circa 3mila nel comprensorio Ticino Olona (oltre 300 nell'Alto Milanese).

ricerca lavoro

Sono giovani, ma anche stranieri e ultracinquantenni espulsi dal mercato del lavoro coloro che trovano nella somministrazione l’unica possibilità di trovare un impiego per sopravvivere. Ed è a loro che i sindacati si stanno rivolgendo con l’obiettivo di regolamentare la loro posizione che spesso è «sotto scacco». Nei giorni scorsi, infatti, è iniziata la trattativa per il rinnovo del contratto dei lavoratori in somministrazione. Parliamo dei cosiddetti interinali che in Lombardia sono 150 mila e circa 3mila nel comprensorio Ticino Olona (oltre 300 nell’Alto Milanese).

«Da tempo si assiste ad una crescita continua di lavoratori assunti da Agenzie per il Lavoro che poi vengono mandati in missione in aziende utilizzatrici – afferma con forza Giorgio Ortolani della Nidil -Cgil –. Si tratta di lavoratori interinali che si trovano anche sul nostro territorio in aziende piccole, ma anche grandi come la Fiorentini, la Marelli, la Citterio e la Rana. Nell’elenco c’è anche la Shell e la Leonardo. In generale le aziende utilizzano sempre più questa formula contrattuale sia a termine che a staff leasing. Perchè nel complesso a loro conviene. Solo che per i lavoratori significa precarietà. Anche il contratto a tempo indeterminato non è sinonimo di occupazione stabile, infatti l’azienda utilizzatrice può in qualsiasi momento interrompere la missione del somministrato. Così il lavoratore interinale ritorna in carico all’ApL che lo ha assunto gli viene data una indennità di 800 euro al mese (lordi) per un breve periodo. E se non ci sono altre offerte torna a rinfoltire le fila dei disoccupati».

Secondo il sindacalista Ortolani mancano garanzie e diritti che spesso «sono poco conosciuti. A questo si aggiunge il timore di chiedere al proprio datore di lavoro il rispetto di questi diritti, perchè ci si sente ricattabili. Si ha paura di essere lasciati a casa».

Nel corso delle assemblee organizzate nel Ticino Olona per condividere con i lavoratori quelle che sono le richieste per il rinnovo del contratto della somministrazione sono stati incontrati oltre 600 lavoratori. Una minima parte visto che secondo la stima di Ortolani «nel nostro territorio sono di certo 5 volte tanti coloro che lavorano in grandi, medie, piccole aziende o in esercizi commerciali più o meno grandi. Ormai questa tipologia contrattuale è diffusa in tutti i settori dal metalmeccanico al chimico, alla logistica al commercio. Nel corso delle assemblee abbiamo verificato che in tante realtà a molti di questi lavoratori non vengono garantiti i diritti che la stessa legge 81/15 (job act) e i contratti prevedono. Spesso i somministrati sono sotto inquadrati, ovvero a loro non viene riconosciuto dalle aziende utilizzatrici il livello corrispondente al lavoro che svolgono. E non sempre sono riconosciuti a loro i premi di produzione. Troppo è il timore che una qualsiasi, anche legittima, richiesta comporti il rischio della perdita di un lavoro che, seppur precario, garantisce loro un reddito». I sindacati denunciano anche una mancata azione preventiva sul posto del lavoro in quanto manca proprio la formazione sul fronte sicurezza: «Purtroppo, ci troviamo spesso anche di fronte a violazioni delle norme sulla sicurezza. Per questo abbiamo iniziato a segnalare all’Ats specifiche violazioni».

La situazione appare così complessa che Nidil-CGIL, Felsa-CiSL e Uiltemp-UlL hanno deciso di chiedere che «vengano garantiti i diritti a tutti i lavoratori somministrati. Chiediamo anche che venga redistribuita ai lavoratori una parre degli utili che le agenzie hanno incamerato in questi anni di crescita del settore. Inoltre crediamo sia necessario tutelare maggiormente la maternità e la sicurezza sul lavoro. E devono essere ridotte le possibilità di continui turn over dei lavoratori assunti a tempo determinato».

Ricordiamo che la Nidil – Cgil lo scorso novembre ha aperto aperto due sportelli alla Camera del lavoro di Legnano. Clicca qui per maggiori info.

A Legnano e a Magenta due sportelli informativi per i lavoratori interinali

di gea.somazzi@legnanonews.com
Pubblicato il 29 Luglio 2022
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