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PNRR: Legnano riqualifica gli edifici lungo l’Olona. È polemica sull’affidamento diretto dei progetti

Dalle opposizioni dubbi sulla scelta di un affidamento diretto e non di un bando, oltre che sul pagamentodi una prima tranche da 113mila euro già nel 2021

palazzo leone da perego legnano

Undici milioni di euro. È questa la cifra che Legnano spera di portare nelle casse di Palazzo Malinverni grazie al maxi-progetto con cui i comuni dell’Alto Milanese puntano ad ottenere complessivamente oltre 100 milioni di euro attraverso un piano urbano integrato da presentare alla città metropolitana di Milano, alla quale il PNRR, nell’ambito dell’apposita linea progettuale, ha assegnato risorse per quasi 280 milioni di euro.

La Città del Carroccio ha scelto di incentrare le proprie proposte sul concetto di “fiume di cultura”, ipotizzando una serie di interventi da portare avanti nella zona lungo l’asse dell’Olona con l’obiettivo di riqualificarla puntando sul valore culturale per tradurlo poi in valore turistico, dal Palazzo Leone da Perego al Castello passando per il Museo Sutermeister, l’ex Macello e la Torre Colombera. Il progetto vero e proprio, però, è ancora in fase di elaborazione, e proprio per mettere a punto entro fine mese la progettazione preliminare da consegnare al comune capofila Legnano ha affidato a fine dicembre un incarico ad hoc ad uno studio esterno specializzato nel restauro di bene architettonici.

E proprio di questo affidamento la città sembra destinata a sentire parlare anche al di là dei progetti che verranno consegnati nelle mani di giunta e uffici. Già al momento della presentazione del quadro generale in commissione, infatti, le minoranze hanno sollevato più di un dubbio, preannunciando l’intenzione di andare a fondo alla questione con ulteriori approfondimenti. Cosa che la lista Toia, ad esempio, ha già fatto con una richiesta di accesso agli atti.

Le perplessità delle opposizioni, cui hanno dato voce soprattutto i consiglieri Francesco Toia e Letterio Munafò, hanno riguardato l’effettiva «convenienza di inserire tra i progetti qualsiasi possibile intervento di riqualificazione», ma soprattutto la scelta di un affidamento diretto e non di un bando, pur nel rispetto del limite di 140mila euro oltre IVA fissato per questo tipo di procedura dal Decreto Semplificazioni. Non solo, a non piacere ai consiglieri di minoranza c’è anche un’altra circostanza ovvero il pagamento di una prima tranche da 113mila euro già nel 2021, con il solo saldo dei restanti 57mila nel 2022 nonostante l’affidamento vero e proprio sia stato messo nero su bianco solo il 27 dicembre: vista la complessità della materia, infatti, ai consiglieri di opposizione è sembrato improbabile che la consegna di progetti per un importo di questi tipo possa essere effettivamente frutto di un lavoro portato avanti in soli cinque giorni.

di leda.mocchetti@legnanonews.com
Pubblicato il 14 Gennaio 2022
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