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Missionarie San Carlo: a Legnano un ritorno a casa per suor Rachele Paiusco, superiora generale

Suor Rachele, legnanese, aveva fondato la congregazione religiosa nel 2005. Oggi le consorelle gestiscono la casa madre a Roma e altre quattro case di missione di cui tre all'estero. Al Teatro Tirinnanzi, pubblico numeroso per due ore di attento ascolto

legnano generica

Le Missionarie di san Carlo Borromeo sono una nuova famiglia religiosa che ha preso il via nel settembre 2005, con la partenza da Legnano verso Roma di Rachele Paiusco, attuale superiora generale, allora ventiquattrenne. Il movente è stato il desiderio di vivere un’esperienza di consacrazione e di missione secondo il carisma della Fraternità sacerdotale dei Missionari di san Carlo Borromeo. Sono così nate le Missionarie di san Carlo, grazie all’accoglienza di mons. Massimo Camisasca, allora superiore generale della Fraternità sacerdotale e attuale vescovo di Reggio Emilia. Il primo riconoscimento ufficiale come Associazione di fedeli è arrivato nel 2007 da parte di Mons. Gino Reali, vescovo di Porto-Santa Rufina.

Le Missionarie (MSCB) sono il più recente ambito vocazionale votato alla verginità sorto in Comunione e Liberazione, e l’unico nato dopo la morte di don Giussani (febbraio 2005), come un fiore di un carisma che ancora arricchisce la Chiesa, alla vigilia della ricorrenza dei 100 anni dalla nascita di don Giussani stesso.

Questa sera, lunedì 22 novembre, a distanza di 5 anni, suor Rachele e le sue consorelle si sono ripresentate al Teatro Tirinnanzi di Legnano, quasi al completo di un pubblico che ha seguito, con attenzione, per  due ore l’esposizione della superiora generale e di suor Eleonora Ceresoli, vicaria generale. In platea anche il sindaco Lorenzo Radice con gli assessori Anna Pavan e Guidi Bragato, e mons. Angelo Cairati prevosto e decano di Legnano.

Così un passaggio nell’intervento di suor Rachele: “A cinque anni dalla serata al Teatro Tirinnanzi dell’aprile 2016, in cui abbiamo parlato delle Missionarie agli amici di Legnano, desidero tornare per ringraziare di tutto l’aiuto ricevuto, dell’amicizia e dei contributi che questa mia città ha elargito generosamente alla nostra comunità. Allora la nostra presenza missionaria nel mondo consisteva solo della casa di Nairobi, in quella di Reggio Emilia e nella allora recente apertura di quella di Denver. Oggi desidero raccontare della vita delle nostre quattro case di missione e della casa madre di Roma, una vita semplicissima e allo stesso tempo grande, perché per noi è stata mantenuta la promessa di Gesù: a chi lascerà tutto per me, sarà dato cento volte tanto”.

Suor Rachele è nata a Milano nel 1981, ha frequentato a Legnano le scuole dell’obbligo all’elementare Arca e la media Kolbe (dal 2007 confluite nell’Istituto Tirinnanzi) e il Liceo Scientifico Galilei. Prima di partire per Roma ha conseguito la laurea in Lettere Moderne alla Statale di Milano e il diploma di pianoforte al Conservatorio di Bergamo.

Attualmente le Missionarie di san Carlo vivono nella Casa di formazione di via Aurelia Antica di Roma, e nelle quattro case di missione di Nairobi (Kenya), Broomfield-Denver (Colorado, USA), Grenoble (Francia) e Roma Magliana. La loro famiglia è composta da più di trenta giovani donne, di cui diciassette suore professe definitive, oltre a otto professe temporanee e alle novizie. I paesi d’origine vedono oltre che l’Italia, presenze da Spagna, Germania, Stati Uniti, Messico e Cile. La loro formazione, dall’ingresso ai voti definitivi, dura almeno sei anni, attraverso la guida delle maestre delle novizie e delle professe, la vita comune, la frequenza di una scuola interna, la preghiera e la collaborazione in varie opere educative e di carità.

Quest’anno è stata completata l’attività di ristrutturazione della casa di formazione di Via Aurelia Antica a Roma, il cui progetto fu presentato a Legnano nel 2016. L’ultimo passo è stata l’inaugurazione e la consacrazione della cappella avvenuta lo scorso 25 marzo. Tutta l’attività di ristrutturazione è stata possibile grazie all’aiuto di molti benefattori che in diversi modi hanno contribuito nel corso degli anni. Le Missionarie vivono della carità e del sostegno dei loro benefattori, oltre che da alcuni compensi per il lavoro missionario che svolgono, e per regola lasciano ogni bene personale nel momento della loro professione definitiva.

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di info@legnanonews.com
Pubblicato il 23 Novembre 2021
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