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Ristoratori, anche chi non ha aperto in protesta: “Pronti ad andare sotto al Pirellone”

Intervista al gestore del ristorante Rossini di Legnano che il 15 gennaio non ha aperto ma come molti colleghi ha alzato la saracinesca e acceso le insegne in segno di protesta

Ristorante Rossini Legnano

Fino all’ultimo, il 15 gennaio, è stato indeciso se aderire o meno all’iniziativa #ioapro. Nel pomeriggio, però, ha deciso di rispettare le regole, come la quasi totalità dei suoi colleghi, e di non fare sedere i clienti sulle tavole apparecchiate e distanziate. «Abbiamo comunque alzato la saracinesca e acceso le insegne: ai tavoli si sono seduti i dipendenti – spiega Fabio Badini, che a Legnano gestisce l’osteria Rossini in piazza IV Assi da sette anni -. Lo abbiamo fatto come segno di protesta come lo han fatto altri colleghi del territorio e le ragioni sono le stesse di chi ha aperto». A Legnano ha aperto l’Hollywood di corso Magenta

Impossibile coprire i costi, pagare dipendenti, fornitori, tasse e contributi con il solo delivery e i pochi ristori riconosciuti dal Governo per le chiusure forzate: «A dicembre abbiamo lavorato 10 giorni e lo Stato ci chiede di pagare i contributi sullo stipendio dei dipendenti, questo non è accettabile. Ci hanno chiesto di attrezzarci per mettere in sicurezza i nostri locali e abbiamo dimostrato di potere lavorare rispettando le norme di distanziamento. Nei giorni di apertura facevamo 120 coperti con tre turni al giorno, i clienti non sono mai mancati e anche ieri hanno mostrato solidarietà. Con il solo delivery, però, non si va avanti: abbiamo chiesto la cassa integrazione e non so come sarà nei prossimi mesi».

Il gruppo #Noicisiamo HO.RE.CA. Uniti, di cui fanno parte anche i ristoratori dell’Alto Milanese con l’associazione del Buon Gusto del presidente Marco Poli e la rete  degli Albergatori della Milano che Conviene della presidente Simona Ronca, si sta organizzando per andare sotto al Pirellone: l’obiettivo è fare sentire le voci della categoria e chiedere un confronto per trovare una soluzione per un’apertura in sicurezza. «Ci saremo anche noi e porteremo anche i dipendenti che soffrono questa situazione. Ora servono segnali forti».

 

di valeria.arini@legnanonews.com
Pubblicato il 16 Gennaio 2021
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