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Solarium parco ex Ila, Brumana: “Non si possono attendere i filantropi”

Così il consigliere del Movimento dei Cittadini, Franco Brumana, replica alla proposta dell'ex consigliere Giuseppe Marazzini per il salvataggio dei solarium del parco del Sanatorio, ex Ila

Parco del Sanatorio, ex Ila Legnano

«E’ molto apprezzabile l’intervento di Marazzini che dimostra la sua sensibilità verso i monumenti e le vestigia legnanesi , ma nel contempo occorre rilevare che l’invocazione alla filantropia costituisce un errore e può dimostrarsi controproducente perché preconfeziona una scusa per i nostri pubblici amministratori e un’esimente o un’attenuante alle loro gravi responsabilità anche penali». Così il consigliere del Movimento dei Cittadini, Franco Brumana, replica alla proposta dell’ex consigliere Giuseppe Marazzini per il salvataggio dei solarium del parco del Sanatorio, ex Ila.

«Già nell’ottobre del 2017 in occasione del primo crollo della copertura dei solarium , quando insieme ad Alessandra Oldani ci recammo ad un incontro con l’assessore ai lavori pubblici e con alcuni funzionari per richiedere un immediato intervento ci venne risposto che la nostra istanza era giusta, ma che avremmo dovuto promuovere una raccolta di fondi privati per avviare le opere alla quale in seguito avrebbe partecipato il Comune ricercando i necessari finanziamenti – ricorda il consigliere -. Era una provocazione alla quale rispondemmo affermando il dovere del comune di provvedere con urgenza , che era sancito dalla legge ed era imposti dal rispetto del valore artistico , storico ed identitario di questi monumenti .
I soldi non mancavano allora e non mancano oggi». Era ed e’ solo una questione di volontà politica e di amore per la città».

«Ora la situazione dei solarium è peggiorata – rimarca Brumana – per le infiltrazioni dalla copertura e per l’azione della vegetazione , che e’ stata lasciata crescere indisturbata. Il bilancio del 2020 presenta avanzi più che sovrabbondanti per il salvataggio di questi gioielli architettonici e purtroppo verrà impiegato solamente per realizzare qualche progetto rimasto dimenticato nei cassetti se l’opinione pubblica non costringerà la giunta a ripensarci. L’intervento necessario dovrebbe essere concepito in fasi distinte, la prima delle quali ha carattere di assoluta urgenza e consiste nei lavori per salvare i monumenti dallo sfacelo. Per sostituire la copertura, che contiene amianto, per togliere la vegetazione, per rimuovere e smaltire le parti irrecuperabili  per staccare , catalogare e mettere al sicuro le parti che e’ necessario togliere temporaneamente per essere restaurate e nuovamente installate la spesa prevedibile si aggira sui 200.000 euro . Molto meno delle disponibilità attuali del bilancio e delle spese sopportate per opere inutili quali il rifacimento della pavimentazione di via Cavallotti. Il tempo necessario per completare questi lavori , affidabili senza gare di appalto , può essere considerato di due mesi».

Questa per Brumana è la prima fase di messa in sicurezza alla quale potrà seguire un intervento più risolutivo: «Nelle fasi successive con tutta calma si potrà pensare al completo restauro al recupero dei finanziamenti e allo studio di un eventuale utilizzo di questi stabili. Ora non si può ritardare ulteriormente il salvataggio – conclude il consigliere – per attendere eventuali filantropi , che in questi anni non si sono presentati e che dovrebbero comunque essere ben accolti . perché il loro apporto non è necessario . E il momento di esercitare pressioni , da rafforzare con l’ invito agli amici ad iscriversi al gruppo , di ricordare al comune che deve rispettare la legge che impone la conservazione dei beni culturali e di presentare una denuncia penale se persisterà l’inerzia di chi deve dare le necessarie disposizioni».

Valeria Arini
valeria.arini@legnanonews.com
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Pubblicato il 03 Gennaio 2021
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