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Il giorno e la storia – Il CAI di Legnano perde il suo presidente Aldo Frattini

Aldo Frattini, volontario di guerra, cadeva sul fronte greco-albanese nel dicembre del 1940. La sezione perdeva il suo fondatore (1927) un presidente dinamico (1936-1940) e un ottimo alpinista

Il giorno e la storia - Il CAI di Legnano perde il suo presidente Aldo Frattini

27 dicembre 1940 –Il C.A.I. di Legnano perde il suo presidente Aldo Frattini
A cura del C.A.I. sezione di Legnano

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Gli eventi bellici interrompevano l’attività sezionale del C.A.I. di Legnano; Aldo Frattini, volontario di guerra, cadeva sul fronte greco-albanese nel dicembre del 1940. La Sezione perdeva il suo fondatore (1927) un presidente dinamico (1936-1940) e un ottimo alpinista: la cresta Sud dell’Aiguille Noire e la cresta di Peuterey al Monte Bianco bastano da sole a qualificarlo.

Aldo Frattini era nato a Milano il 17 gennaio 1905. Con la guerra era partito volontario, inviato in Albania. «Le prime notizie, sommarie e confuse, ci colsero all’improvviso: ci aveva lasciato da pochi giorni, pieno di fede e di speranza, e già il destino aveva troncato la sua vita. Al richiamo che la Patria faceva ai suoi figli, egli rispondeva con giovanile baldanza e partiva entusiasta verso le aspre vette della terra d’Albania, fiero di partecipare alla lotta che sentiva con tutto il cuore. Sul campo di battaglia, il 27 dicembre 1940, generosamente immolava la sua giovane esistenza ed il suo spirito saliva nel cielo degli eroi, vicino per sempre alle pure e bianche vette dei suoi monti tanto amati. Aveva temprato il suo carattere e la sua mente tra le eccelse vette delle Alpi, rimanendo sempre giovane tra i giovani, pieno di energia e di slancio. La sua esuberanza e la sua giovanile baldanza erano un esempio ed un incitamento» (“Le Alpi rivista mensile del Centro alpinistico italiano”, 1941,pag 4).

Solo l’8 settembre 1963 si poterono celebrare i funerali a Legnano. La sua sezione del C.A.I. gli dedicò un opuscolo e un commovente ricordo.
«Caro Aldo, sono tornati i tuoi resti mortali dopo 22 anni di riposo in terra d’Albania.
Sei tornato alle nostre montagne che Ti hanno visto spesso, troppo spesso per dimenticarTi, tra i più fulgidi esempi di capacità, temerarietà ed umiltà, virtù prime che la montagna sa imprimere e donare ai suoi figli ed alle sue creature. Con queste stesse doti Tuascendevi le vette dell’eroismo più puro consacrando la Tua esistenza, vissuta sui monti e per i monti, alla Patria. Cadesti in giovane età, si interruppe l’orma del Tuo scarpone nel turbine della bufera dei monti d’Albania; ma la bufera era la Tua casa, come la vetta il rifugio dei Tuoi ideali. Ed ora il Tuo rifugio è là nell’azzurro del cielo ove ancora il tuo cuore batte; batte sempre per noi, per scandire il ritmo del tempo che passa e ricordarci le imprese del tuo diario alpinistico, ricco di opere grandi ed eterne, d’insegnamenti per le future generazioni, di moniti che fanno il tesoro del nostro Club Alpino.
Eri modesto ma trascinatore, legavi la corda nelle ascensioni col filo dell’amore, con la forza delle Tue energie e la baldanzosa influenza del Tuo slancio. Tra i giovani eri il più giovane, tra gli anziani il più esperto. Tutti Ti volevano bene ed erano legati a Te da un vero affetto sincero, limpido, puro come l’aria che accarezza i Tuoi monti: è con questo stesso sentimento che noi tutti Ti vediamo oggi tornare avvolto nella bandiera della Tua terra, e la Tua terra Ti riceve ed i monti che non Ti vedono più piangono con gli uomini che più non Ti possono parlare. Ma i monti piangono in modo diverso dagli uomini, non si cingono del segno di lutto né chinano dolenti e tristi il capo perché hanno qualcosa di più da offrire ai propri figli: hanno le vette vicino al sole, hanno le tempeste e le bufere, hanno le cime inviolate e silenziose; e tutto ciò si ripete perché la natura li ha dotati di un fascino misterioso che chiama esalta gli spiriti eletti, li porta verso le grandezze dell’infinito, li conforta con la bellezza di ciò che è grande come l’Eterno.
E’ per loro che torni e gli uomini che ti furono amici ti accompagneranno, sussurrando con parole sommesse quei canti di nostalgia e d’amore a cui la Tua voce ha donato valore e vigore.
Un Tuo Caro Amico».

Ad Aldo Frattini è stato dedicato un bivacco da nove posti situato nel comune di Valbondione (BG), una costruzione in metallo di 3,5 x 2,5 metri circa posizionata dal CAI di Bergamo sulla cresta che divide la Valsecca dalla valle dei Piani del Campo, subito sotto il passo di Valsecca.

C.A.I. sezione di Legnano

PER CONTATTI: C.A.I. (Club Alpino Italiano) Sezione di Legnano, via Roma 11/13 sito internet http://www.cailegnano.it

di info@legnanonews.com
Pubblicato il 27 Dicembre 2020
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