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Aurora De Lea è la più votata del centrosinistra: «Faremo sentire la voce dei giovani»

Aurora De Lea con 267 preferenze è risultata la candidata più votata del centrosinistra. Ora punta a fare da tramite tra i giovani e il consiglio comunale

aurora de lea

Praticante avvocato, 26 anni, impegnata nel mondo del volontariato e da qualche anno anche in politica: Aurora De Lea è stata la candidata più votata del centrosinistra alle elezioni amministrative di Legnano, che si concluderanno con il ballottaggio di domenica 4 e lunedì 5 ottobre. Il suo nome è stato scritto 267 volte dai legnanesi sulle schede elettorali, e nella coalizione che sostiene Loreno Radice è risultata seconda soltanto a Luca Benetti, “mister preferenze” della tornata elettorale.

La storia politica di Aurora De Lea inizia nel 2017, dopo le amministrative che hanno portato all’elezioni di Gianbattista Fratus come sindaco di Legnano. «Mi sono avvicinata ai Giovani Democratici dopo le elezioni comunali – racconta la candidata Dem -: mi è venuta voglia di contribuire e ho trovato nei giovani democratici quello spazio di dialogo che mi mancava. Vengo da un passato di volontariato, sia in oratorio che con la Scuola di Babele, e anche durante il lockdown ho partecipato alle iniziative di sostegno alla comunità di Auser: l’impegno politico mi è venuto a bussare come continuazione naturale di un impegno civico che già esisteva».

Questa per la 26enne è la prima candidatura come consigliere comunale, e alla vigilia della scrutinio di sforare quota 200 preferenze proprio non se lo aspettava. «Il risultato è arrivato inaspettato – spiega De Lea -: ne sono molto contenta, penso che per raggiungerlo sia stato determinante il coinvolgimento di molti ragazzi che non mi aspettavo si sarebbero “affezionati” in questo modo alla campagna elettorale. Adesso starà a noi portale le loro istanze in consiglio comunale ed è una bella responsabilità».

Ora per Aurora De Lea, comunque vadano le cose al secondo turno, si aprono le porte del consiglio comunale. «Sicuramente mi aspetto di studiare molto e di lavorare per fare da tramite tra i cittadini – in particolare i giovani ma in generale per tutti, anche chi non ci ha votato – e il consiglio comunale – sottolinea la 26enne -: vogliamo una comunicazione continua con la comunità e non una politica chiusa nelle mura del palazzo. Se saremo in maggioranza, non vediamo l’ora di iniziare a lavorare ai progetti che abbiamo: dopo una campagna elettorale così lunga, in cui abbiamo avuto ampio margine di approfondimento, ora inizieremo il lavoro di costruzione. Se invece saremo all’opposizione, il compito comunque non sarà meno impegnativo: puntiamo ad un’opposizione vigile e attenta, in un’ottica costruttiva e non di cieco ostruzionismo».

Le idee, soprattutto per i giovani, certamente non mancano. «Abbiamo toccato con mano come i giovani non si sentano coinvolti dalla politica cittadina – spiega De Lea -, quindi abbiamo pensato di creare una consulta giovani che possa orientare le politiche giovanili con proposte concrete da portare in consiglio. Puntiamo alla biblioteca diffusa attraverso i centri civici, sia per dotare la città di spazi per lo studio, sia per rivitalizzarla con luoghi dove organizzare eventi culturali e conferenze e dove in generale le associazioni giovanili possano avere quegli spazi che spesso faticano a trovare sul territorio. Vorremmo istituire una scuola di formazione tecnica in collaborazione con Confindustria e riqualificare l’Isola del Castello per farne un polo che per tutto l’anno possa attrarre i giovani con eventi, rendendo così anche la zona più attiva e sicura».

Da donna, poi, l’attenzione di Aurora De Lea va anche al mondo femminile. «Vorremmo riattivare la commissione pari opportunità, che dovrebbe agire a livello culturale sia con eventi sia nelle scuole per divulgare la storia dei diritti delle donne, operazione da portare avanti anche attraverso lo sviluppo della toponomastica nelle vie cittadine. Sempre su livello culturale, un punto importante è la prevenzione e il contrasto della violenza di genere attraverso il sostegno alle associazioni che se ne occupano e gestiscono le case rifugio. Da un punto di vista se vogliamo più pratico, abbiamo poi pensato che è necessario integrare le realtà e i servizi che si occupano di conciliazione vita-lavoro per le donne: gli “attori” coinvolti sono tanti e necessitano di un coordinamento, che per noi va identificato nell’ufficio pari opportunità».

di leda.mocchetti@legnanonews.com
Pubblicato il 30 Settembre 2020
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