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Guardie Venatorie: «ci siamo stufati ed abbiamo deciso di non fare più vigilanza»

«La pettorina catarifrangente rende inutile la sorveglianza sul bracconaggio». Ne è convinto Aurelio  Pastore che da 25 anni è una guardia venatoria.

Vigilanza Venatoria

«La pettorina catarifrangente rende inutile la sorveglianza sul bracconaggio». Ne è convinto Aurelio  Pastore che da 25 anni è una guardia venatoria. Il legnanese in questi giorni ha commentato le modifiche applicate dalla Legge regionale 26/93 “Norme per la protezione della fauna selvatica e per la tutela dell’equilibrio ambientale e disciplina dell’attività venatoria” che tra le novità impone alle guardie venatorie volontarie di indossare indumenti ad alta visibilità.

«Inanzitutto non avremo il bollettario delle sanzioni perché esauriti da tempo ed ancora non mandati in stampa. Senza questo strumento, è come se andassimo in giro a sgranchirci le gambe. Poi c’è una nuova legge ci impone di indossare una pettorina ed un cappellino catarifrangenti sopra la divisa. Questo varrebbe anche per i cacciatori ed in questi caso sarebbe necessario per la loro salvaguardia. Invece noi avremo la pettorina e i cacciatori, forti delle loro associazioni, hanno ottenuto di indossare una piccola striscia o un solo guanto».

In questo momento secondo Aurelio, nessuno controlla gli accessi nelle oasi protette o l’uso di armi pericolose e non consentite. «Ci mancano strumenti basilari come il rilevatore di microchip per i cani. Da anni non abbiamo nessun rimborso per gli spostamenti con l’auto propria, al luogo di ricovero dell’auto di servizio ed a volte c’è tanta strada da fare. Questa volta, ci siamo stufati ed abbiamo deciso di non fare più vigilanza».

di gea.somazzi@legnanonews.com
Pubblicato il 28 Settembre 2020
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