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Monopattini elettrici: anche ai legnanesi piacciono, forse troppo, arrivata la prima multa

La Polizia Locale di corso Magenta, in questi giorni, ha registrato il primo incidente in città, ed ha constato u netto aumento dell'utilizzo di questo mezzo moderno

monopattino elettrico legnano

Anche a Legnano il monopattino elettrico è un mezzo diffuso. E la prima contravvenzione emessa nei giorni scorsi dalla Polizia Locale di Legnano è una conferma ulteriore di qualche eccesso che va subito stigmatizzato. Sanzione, quest’ultima, che ha colpito un cittadino straniero, rimasto coinvolto in un incidente stradale.

In generale, gli agenti, hanno constatato un netto aumento dell’utilizzo di monopattini elettrici in città. Considerato che la disciplina sul fronte stradale è attualmente paragonata ai velocipedi, secondo il comandante Daniele Ruggeri, «sarebbe auspicabile una regolamentazione ad hoc», che preveda prima di tutto l’utilizzo del caschetto.

A tal proposito, l’assessore regionale alla Sicurezza, Immigrazione e Polizia locale, Riccardo De Corato, ha chiesto un censimento degli incidenti nei quali sono coinvolti monopattini elettrici. «A Milano dal 5 giugno ad oggi, l’Azienda regionale per l’emergenza e urgenza (Areu) ha registrato un centinaio di interventi per incidenti stradali riguardanti i monopattini elettrici. Sono numeri che mettono i brividi e dovrebbero far riflettere», un suo commento.

L’assessore ha poi ribadito che sino a quando la circolazione dei monopattini elettrici non sarà regolamentata con «norme che prevedano anche l’obbligo per tutti di utilizzare protezioni, come il casco, in qualità di assessore alla Polizia locale non inserirò la possibilità di acquistare questi dispositivi nei prossimi bandi regionali. Presenterò in Giunta una proposta di legge parlamentare per modificare il Codice della Strada. È necessario, infatti, regolamentare con misure più stringenti l’utilizzo dei monopattini, sia a tutela di chi li guida, sia di pedoni e automobilisti».

Come ha segnalato in questi giorni il presidente Fiab, Alessandro Tursi, le cifre dei decessi a seguito di incidenti stradali testimoniano l’emergenza: le auto provocano 3.300 vittime all’anno, di cui 300 ciclisti e 600 pedoni. Abbiamo spazi stretti e insufficienti ma in prospettiva aumenterà il numero di cittadini che si renderà conto dei limiti dell’infrastrutturazione ciclabile e che insieme a noi chiederà agli amministratori e alla politica maggiori investimenti per infrastrutture di qualità, connesse, sicure, comode, riconoscibili e adeguate».

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Pubblicato il 26 Agosto 2020
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