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Elezioni a Legnano, Lucia Bertolini e una Fondazione Palio “partecipata” non privatistica

Il tema della cultura, secondo la candidata della Sinistra, non può comunque limitarsi al Palio o anche al solo Rugby Sound

Generico 2018

Arriva anche da Lucia Bertolini, candidata sindaco della Sinistra – Legnano in Comune, un contributo nel dibattito lanciato dal nostro giornale sulla eventuale Fondazione del Palio, al quale ha già aderito Lorenzo Radice della coalizione PD, Insieme per Legnano – Legnano Popolare e riLegnano.

Il Palio di Legnano non… esiste, il futuro si chiama Fondazione

«La Fondazione Palio – scrive Bertolini in un documento diffuso oggi, sabato 22 agosto – è uno strumento, se utilizzarlo o meno dipende da che cosa si vuole che sia il Palio per Legnano e la natura della Fondazione stessa. Ci sta a cuore che il Palio rimanga un patrimonio di tutta la città, gestito in modo trasparente, partecipato e  verificabile da tutti? Lo strumento di una Fondazione (o meglio una “Fondazione di partecipazione”) può garantire tale esigenze? Come possiamo evitare che il Palio diventi un’attività gestita in modo privatistico, un’altra forma di potere o un trampolino per la carriera di qualcuno?». Tante domande, ma fondamentalmente, l’idea di una Fondazione “partecipata”, non di carattere “privatistico”, come dà l’idea di essere quella elaborata dall’ultima amministrazione comunale.

Il tema della cultura, secondo la candidata della Sinistra, non può comunque limitarsi al Palio o anche al solo Rugby Sound: «Sono eventi importanti, le adesioni e la partecipazione che ogni anno registrano lo testimoniano. Hanno una risonanza che supera i confini cittadini, favoriscono l’aggregazione e hanno anche ricadute positive sull’economia cittadina. Ma esiste a Legnano anche un tessuto diffuso, in tutti i campi dell’espressione culturale e artistica, che fatica ad emergere, a trovare spazi e occasioni per esprimersi e per proporre nuovi linguaggi, a trovare riconoscimento a livello cittadino, e che andrebbe invece valorizzato. Sono giovani e meno giovani legnanesi che hanno passione ed entusiasmo e che sono una risorsa per la crescita culturale e sociale di tutta la città. E’ un diverso modo di intendere la cultura, come “uno spazio in cui tutti sono legittimi attori: non più solo consumatori passivi ma anche creatori, produttori, distributori, commentatori, decisori”, citazione di Sandell».

«La partecipazione alla vita culturale di una città, intesa non solo come “accesso” alla stessa ma come “produzione” di cultura, è inoltre uno strumento chiave per affrontare i problemi di disagio e marginalità sociale, che è sempre anche marginalità culturale – un’altra considerazione di Lucia Bertolini – . Soprattutto per quanto riguarda i/le giovani, non mancano le esperienze sulle ricadute positive, anche in termini di inclusione, di un lavoro nella direzione di dare valore ad attitudini e capacità artistiche, di coinvolgere in progetti culturali che abbiano una visibilità cittadina. Quanto può fare, per la crescita di un ragazzo/a la possibilità di esprimere se stesso/a attraverso un murale, una performance del proprio gruppo musicale, un ballo, la proiezione di un proprio lavoro o salendo su un palcoscenico? Quanto l’esperienza di far parte della banda cittadina o di un’orchestra giovanile può essere formativa? Quanto può favorire la maturazione di un/a giovane il riconoscimento di costituire una “risorsa” per città”?».

di info@legnanonews.com
Pubblicato il 22 Agosto 2020
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