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Il giorno e la storia: 7 luglio 1944 – Per imparare a dire “NO!”

Anche in questa puntata il protagonista è Giuseppe Biscardini, tenente di complemento degli Alpini arrestato e condotto nei lager nazisti

Il giorno e la storia

Anche in questa puntata della rubrica “Il giorno e la storia”, a cura della dr.ssa Renata Psquetto, associata ANPI Legnano, il protagonista è Giuseppe Biscardini, tenente di complemento degli Alpini arrestato e condotto nei lager nazisti. Dopo il racconto del suo ritorno in città, oggi la storia del “NO” alla richiesta di collaborazione  da parte dei tedeschi

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Il giorno e la storia, da giugno ad agosto 4 di 56

Dal diario di prigionia dell’IMI legnanese Giuseppe Biscardini (1910-1987).
[In seguito all’armistizio dell’8 settembre 1943 “gli Ufficiali tedeschi – scrive Biscardini nel diario – ci radunano e avanzano delle proposte: combattere al loro fianco oppure lavorare per loro. Caso contrario: la fame nei Lager. La nostra scelta è già fatta: nessuna collaborazione con i tedeschi.” Biscardini diviene perciò un Internato Militare Italiano, deportato in Germania nel lager Stalag 328 di Tarnopol, poi Stalag 366 di Siedlce, dal 28 marzo ’44 nel lager per ufficiali Offlag XB di Sandbostel e dal 30 gennaio ’45 nell’Offlag 83 di Wietzendorf, questi ultimi due insieme a Giovannino Guareschi, il “papà” di Peppone e don Camillo.]

«Offlag XB di Sandbostel, 7 luglio 1944.
Dopo tante “Commissioni” repubblichine, venute a parlarci del tradimento del Re e di Badoglio e a convincerci di ritornare in Italia al loro fianco, oggi è arrivata una delegazione tedesca, in borghese, per offrirci pane e cibo in cambio del nostro lavoro nelle officine e nei campi.
Altrettanto tempo sprecato.
La nostra decisione è sempre la stessa: meglio la fame nei lager, piuttosto che la collaborazione con il governo nazista.»

La stessa scelta fu fatta da altri suoi compagni di prigionia a Sandbostel e Wietzendorf, in seguito divenuti famosi.
Il politico Alessandro Natta racconterà nel 1954 la loro esperienza di ribellione al nazi-fascismo in un libro che volle significativamente intitolare “L’altra Resistenza. I militari italiani internati in Germania”.
«Fu allora – racconta l’attore Gianrico Tedeschi – che cominciammo a capire, ad aprire gli occhi, noi giovani cresciuti sotto il fascismo. Prima la guerra e poi l’internamento furono un brusco, drammatico ma salutare risveglio».
Lo scrittore Giovannino Guareschi annota nel suo diario di prigionia «Lettera da casa. A Carlotta stanno spuntando quattro dentini e ha imparato a dire: “NO!”. Anch’io ho imparato a dire: “NO!”, ma c’è voluta una guerra mondiale».

Renata Pasquetto

FONTE: Giuseppe Biscardini, “Gefangenennummer: 42872. Diario di prigionia”, 1986, riedizione 2015 [richiedibile presso le Biblioteche del Consorzio Nord Ovest ad esempio a Legnano e Provincia Varese ad esempio a Castellanza].

PER SAPERNE DI PIU’: Alessandro Natta, “L’altra Resistenza. I militari italiani internati in Germania” – Giovanni Guareschi, “Il Grande Diario. Giovannino cronista del Lager (1943-1945)” – Giovanni Guareschi, “Diario clandestino: 1943-1945” [richiedibili presso le Biblioteche del Consorzio Nord Ovest ad esempio a Legnano e Provincia Varese ad esempio a Castellanza].

#ilgiornoelastoria

di info@legnanonews.com
Pubblicato il 07 Luglio 2020
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