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Il giorno e la storia: 27 giugno 1944, la battaglia al ponte di S.Bernardino

Alla battaglia del ponte di San Bernardino del 27 giugno 1944 persero la vita due giovani, Renzo Vignati 19 anni e Dino Garavaglia 18 anni

Il giorno e la storia

La settima puntata della rubrica “Il giorno e la storia” a cura della dr.ssa Renata Pasquetto, associata ANPI Legnano, ripropone una tragica storia della seconda guerra mondiale a Legnano: la battaglia al ponte di San Bernardino del 27 giugno 1944. Qui persero la vita due giovani, Renzo Vignati 19 anni e Dino Garavaglia 18 anni. Anche per questo racconto fondamentale il contributo dell’ex sindaco Alberto Centinaio e del suo archivio privato.

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Il 27 giugno ci fu un grave imprevisto durante un’azione della 101^ Brigata Garibaldi SAP (Squadra di Azione Patriottica, i partigiani legati alle fabbriche). “C’era una guardia fascista che sorvegliava la ferrovia: alcuni partigiani l’hanno assalita” racconta Francesco Crespi, partigiano della 101^, in un’intervista rilasciata ad Alberto Centinaio, che ringraziamo per la collaborazione.

Erano le 22,45, come scritto sul Corriere della Sera del 4 luglio, e di guardie ce n’erano due: “i militi della G.N.R. [Guardia Nazionale repubblicana] Luciano Corradini e Natale Rabbolini, del distaccamento di Legnano … furono aggrediti da quattro individui che puntarono contro di loro le armi. I militi prontamente risposero sparando coi moschetti”.

Disarmare i fascisti era per i partigiani l’unico modo per ottenere delle armi da utilizzare poi in città o inviare ai partigiani di montagna. E quella sera, come riferito nei “Bollettini di guerra” delle Brigate Garibaldi, si stava tentando una “azione di disarmo al ponte della ferrovia di S. Bernardino. Sopraggiunge grossa pattuglia fascista, nello scontro a fuoco rimangono uccisi due partigiani (Renzo Vignati e Dino Garavaglia). Altri due rimangono feriti e vengono portati in salvo.”

Dino e Renzo non erano morti subito ma, feriti gravemente, vennero ricoverati in stato di arresto all’ospedale civile di Legnano ed erano deceduti qualche giorno dopo. Dino aveva diciotto anni, Renzo diciannove. I fascisti volevano portar via subito i cadaveri ma il primario, dott. Lorenzo Piccione (foto accanto), che collaborava con la Resistenza, si è opposto fermamente: “No! Qui si fanno le esequie! Qui è casa mia!” Il giorno dei funerali, il 4 luglio, in un clima di forte tensione, i fascisti avevano permesso le esequie pretendendo che però si svolgessero in forma del tutto privata. Invece c’era una gran folla con tante corone di fiori.

“Ci sono andato anch’io, insieme ad altri due o tre che conoscevo – testimonia Francesco Crespi – Insieme a noi c’erano tanti giovani, gente che non avevo mai visto. Arriva il prete, don Francesco dei S.S. Martiri, e dà la benedizione ai morti; poi arrivano i fascisti, prendono le casse e fanno per portarle via. Don Francesco li ferma e dice: “questi ragazzi li ho battezzati in chiesa e in chiesa devono venire!”. Allora ci facciamo avanti in otto o dieci, ci mettiamo davanti a tutti e con le bare in spalla entriamo in chiesa. All’uscita vediamo che i fascisti hanno messo le mitragliatrici sul piazzale. Don Francesco si mette davanti, fa uscire le donne, poi tutti insieme andiamo al cimitero, guardati a vista dai fascisti. Più tardi cercheranno di bloccarci dentro al cimitero, così io e altri quattro o cinque siamo costretti a scappare saltando la ferrovia. Questo fatto mi ha colpito molto perché nessuno, né il prete né la popolazione che ha partecipato al funerale ha avuto paura dei fascisti e delle loro mitragliatrici.

Per quel giorno il coadiutore della chiesa dei SS. Martiri, don Francesco Cavallini, l’ebbe vinta, qualche tempo dopo però fu arrestato e condotto nel carcere di San Vittore a Milano, dove rimarrà fino alla Liberazione. Il 25 aprile 2014 l’ANPI e l’Amministrazione Comunale di Legnano hanno voluto ricordarlo con una lapide posta al campo dei partigiani del nostro cimitero.

Renata Pasquetto

FONTI: intervista a Francesco Crespi conservata nell’archivio personale di Alberto Centinaio e in parte già pubblicata in “Giorni di guerra. Legnano 1939-1945” di Giorgio Vecchio, Nicoletta Bigatti e Alberto Centinaio. – Corriere della Sera del 4 luglio 1944.

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di info@legnanonews.com
Pubblicato il 26 Giugno 2020
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