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Via libera a Nerviano alla mozione della maggioranza sul fotovoltaico alla Bergamina. Ma è scontro con le minoranze

La seduta consiliare ha lasciato più di uno strascico nella politica nervianese, con maggioranza e opposizioni ancora una volta ai ferri corti

nuovo impianto fotovoltaico in via Marzorati a Nerviano

Via libera nei giorni scorsi in consiglio comunale a Nerviano alla mozione presentata dalla maggioranza sul progetto per un impianto fotovoltaico in via Marzorati, nell’area della Bergamina. La seduta consiliare, però, ha lasciato più di uno strascico nella politica nervianese.

La maggioranza: «Per difendere la Bergamina non basta dire “no” all’impianto»

«Per difendere davvero la Bergamina non basta dire “no” all’impianto. Occorre costruire un percorso amministrativo e giuridico capace di resistere e di ottenere risultati concreti», sottolineano da Tutti per Nerviano, Gente per Nerviano e Venti di Nerviano, ribadendo la «differenza nel metodo» con la strada fin qui seguita dalle opposizioni: «da un lato una mozione che esprime una contrarietà politica all’intervento; dall’altro una mozione costruita sugli atti del procedimento, sulle richieste di integrazione formulate dagli enti competenti e sulle verifiche ancora in corso».

«La questione non è teorica – aggiungono dalla maggioranza -. Il procedimento è aperto. La conferenza dei servizi ha già prodotto numerose richieste di approfondimento e integrazione da parte di Regione Lombardia, Città Metropolitana, Parco dei Mulini, Consorzio Villoresi, ARPA, SNAM, Vigili del Fuoco e degli stessi uffici comunali. La mozione della maggioranza non anticipa conclusioni e non sostituisce l’istruttoria; chiede invece che tutti gli elementi critici emersi vengano approfonditi fino in fondo e che ogni decisione finale sia costruita su basi tecniche e giuridiche solide. Il Comune di Nerviano non è infatti uno spettatore della vicenda. È l’amministrazione procedente e sarà chiamato a sottoscrivere l’atto conclusivo del procedimento. Per questo riteniamo che dichiarare oggi, con l’istruttoria ancora aperta, un esito già deciso rappresenti un rischio che non ci si può permettere».

«Un diniego efficace non è quello che appare più duro nei comunicati, è quello che riesce a resistere davanti agli enti competenti e, se necessario, davanti a un giudice amministrativo – proseguono -. Per questo motivo la maggioranza ha scelto la strada della responsabilità. Siamo convinti che la transizione energetica sia necessaria, ma siamo altrettanto convinti che esista una differenza sostanziale tra sostenere le energie rinnovabili e accettare qualsiasi localizzazione. Difendere la Bergamina significa quindi fare entrambe le cose: tutelare il territorio e lavorare per un futuro energetico sostenibile. La tutela della Bergamina non ha bisogno di bandierine. Ha bisogno di decisioni solide, di atti credibili e della capacità di costruire una posizione che possa davvero vincere nell’interesse dei cittadini di Nerviano».

«Prendiamo atto che il Partito Democratico ha scelto di astenersi su una mozione costruita sugli atti del procedimento, sulle richieste di integrazione formulate dagli enti competenti e sulla necessità di tutelare la Bergamina attraverso strumenti amministrativi e giuridici solidi – conclude la sindaca Daniela Colombo -. Colpisce che, dopo aver definito “politica” la mozione della minoranza, il PD abbia poi scelto di astenersi insieme a Lega e Fratelli d’Italia, finendo nei fatti per assumere la stessa posizione. Purtroppo, ancora una volta, il PD nervianese ha ritenuto di appiattirsi sulle indicazioni della destra locale, rinunciando a costruire un percorso autonomo e coerente con i valori che dichiara di rappresentare».

Il PD: «Su temi così importanti si deve andare oltre gli steccati»

Parole, quelle della prima cittadina, che non sono piaciute al PD. «La sindaca Colombo, utilizzando strumentalmente la questione Bergamina e autoproclamandosi paladina della alternativa alla destra, dice al PD e ai suoi consiglieri come votare – ribattono il segretario cittadino dei Dem Andrea Peronaci e i consiglieri Antonella Forloni e Alfredo Franceschini -. Dichiarazioni che sostituiscono con l’arroganza la mancanza di conoscenza e di pratica della politica, che ha nell’interesse per il bene della comunità il suo fondamento. La vicenda della Bergamina, infatti, va ben oltre gli schieramenti. La tutela di un’area importante del nostro territorio non appartiene alla destra, alla sinistra o a una singola forza politica: è una battaglia che riguarda Nerviano e i nervianesi e che, proprio per questo, può e deve essere trasversale».

«Lo dimostra anche la mobilitazione che, partita dalla raccolta firme lanciata dal Partito Democratico, nelle scorse settimane ha visto insieme partiti con sensibilità politiche differenti, associazioni e cittadini, uniti da un obiettivo comune: salvaguardare la Bergamina – continuano -. Su temi così importanti per il futuro del nostro territorio crediamo che si debba essere capaci di superare gli steccati, quando esiste un obiettivo condiviso. Difendere la Bergamina è una battaglia giusta di tutta la comunità nervianese e il Partito Democratico di Nerviano continuerà a portarla avanti con coerenza e con la propria identità».

La Lega: «Altro che politica, la nostra è concretezza»

Critica anche la Lega «La maggioranza accusa la nostra mozione di essere solo “politica” o ideologica? Un trucco retorico banale per nascondere la realtà – è la replica del Carroccio -. Altro che politica, la nostra è concretezza: abbiamo depositato il testo in pieno agosto, anticipando tutti per dare una risposta immediata e blindare il territorio. Muoversi per primi, mentre gli altri sono in vacanza, non è ideologia: è tempestività e senso del dovere. Noi non siamo contro le energie rinnovabili, ma su quel sito specifico occorre una posizione netta. La Bergamina va tutelata senza compromessi».

«Nella mozione della maggioranza non c’è un “no” chiaro e definitivo all’impianto – aggiungono dalla Lega -. Si limitano a supportare l’azione dell’amministrazione e ad aspettare l’esito tecnico degli uffici, lasciando la porta aperta a troppi dubbi. I gruppi consiliari di maggioranza si sono totalmente appiattiti sulle posizioni della giunta. Invece di esercitare il proprio ruolo con spirito critico, hanno preferito fare da cassa di risonanza alla linea burocratica dell’amministrazione, rinunciando a qualsiasi briciolo di autonomia. Sono arrivati comodamente un mese dopo, a cose fatte. Se avessero voluto davvero collaborare, avrebbero emendato la nostra proposta. Non lo hanno fatto perché dovevano piantare la loro bandierina e recitare il copione dello “siamo bravi solo noi”. Questa è la vera melina politica».

«Sapevamo benissimo che la loro mozione sarebbe passata comunque con i loro numeri – concludono dalla Lega -. Non abbiamo votato contro perché la tutela della Bergamina viene prima di tutto, ma ci siamo astenuti per dare un segnale politico forte contro la loro totale chiusura al dialogo e la loro subalternità alla giunta. Basta con la propaganda e le lezioni di metodo. Parlano di non mettere bandierine sulla Bergamina, ma qui l’unica bandierina che vediamo è quella del piedistallo di chi governa oggi Nerviano. La tutela del territorio si fa prendendo posizioni chiare ed esprimendo un “no” deciso, non nascondendosi dietro le carte degli uffici guardando i cittadini dall’alto in basso. E a proposito di fatti concreti: se la maggioranza dice davvero di condividere l’iniziativa della raccolta firme attualmente in atto per tutelare la nostra area, scenda dal piedistallo e venga a firmarla».

Il nodo del numero legale in aula

Gli strascichi della seduta consiliare, peraltro, avevano iniziato a farsi sentire già prima dello scontro sulla Bergamina. Nel mirino della Lega, infatti, nei giorni scorsi era finita anche la questione del numero legale per lo svolgimento del consiglio comunale

«Se il consiglio comunale si è svolto regolarmente, permettendo la discussione e l’approvazione di provvedimenti fondamentali per il nostro territorio, lo si deve esclusivamente al senso di responsabilità delle forze di opposizione – ha sottolineato il Carroccio -. Senza la nostra presenza in aula per garantire il numero legale, la seduta sarebbe inevitabilmente slittata alla seconda convocazione. Un passaggio, quest’ultimo, che si sarebbe pur potuto fare, ma che avrebbe rappresentato l’ennesimo segno di evidente debolezza politica per chi si riempie la bocca di essere la “maggioranza del paese” e poi non ha i numeri per governare nemmeno il proprio Comune».

«Vogliamo sommessamente ricordare a chi governa che spetta alla maggioranza, e a nessun altro, l’onere e il dovere politico di garantire il numero legale per far funzionare la macchina comunale – ha aggiunto la Lega -. Pertanto, prima di lasciarsi andare a trionfalismi, auto-esaltazioni o a impartire inutili “lezioncine” sulle mozioni approvate, la maggioranza farebbe bene a prendere atto della propria fragilità e a garantire la presenza in aula. Servirebbero meno proclami e una dose di umiltà, qualità che, da sempre, appare totalmente mancante».

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Leda Mocchetti
leda.mocchetti@legnanonews.com
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Pubblicato il 04 Ottobre 2026
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