Due anni fa le elezioni, San Vittore SiCura: “Meno verde, più progetti, bilanci da capire e tante domande”
Il gruppo di opposizione San Vittore SiCura traccia un bilancio del primo biennio al timone del paese dell'amministrazione guidata da Marco Zerboni
A poco più di due anni dalla tornata elettorale che ha visto Marco Zerboni diventare sindaco di San Vittore Olona, il gruppo di opposizione San Vittore SiCura, rappresentato in consiglio comunale da Fabrizio Sberna, traccia un bilancio del biennio dell’amministrazione di centrodestra alla guida del paese. Ed è un bilancio durissimo, che parla di «meno verde, più progetti, bilanci da capire e tante domande ancora senza risposta».
«A parole si parla di ascolto, ambiente e futuro – sottolineano da San Vittore SiCura -. Ma guardando le strade, il verde pubblico, la sicurezza e le priorità di bilancio, il quadro che emerge è ben diverso. La domanda è semplice: dove sta andando San Vittore Olona? C’è qualcosa che non torna. Perché quando un paese ha problemi di verde pubblico, la logica vorrebbe più manutenzione, più cura e più investimenti. Quando ci sono criticità sulla viabilità, la priorità dovrebbe essere la sicurezza. Quando le risorse economiche sono limitate, bisognerebbe concentrarle sui bisogni essenziali della comunità. A San Vittore Olona, invece, sembra accadere l’esatto contrario. È questo il vero “paese al contrario”?».
«Partiamo proprio dal verde pubblico – aggiungono dal gruppo politico -. Il problema esiste? Sì. E allora la domanda diventa inevitabile: perché ridurre le risorse destinate a questo capitolo e, contemporaneamente, intervenire con abbattimenti di alberi? È davvero questa la risposta di un’amministrazione che vuole presentarsi come “green”? Perché definirsi ambientalisti non significa soltanto utilizzare parole come sostenibilità, verde e rigenerazione urbana. Significa soprattutto proteggere, mantenere e aumentare il patrimonio verde del territorio. E invece ci troviamo davanti a una curiosa contraddizione: da una parte si parla di ambiente, dall’altra il verde esistente sembra diventare una voce sulla quale risparmiare».
«Poi arrivano le cosiddette “strade verdi” – aggiungono da San Vittore SiCura -. Un progetto importante, dal valore indicato in circa 500mila euro, che dovrebbe cambiare alcune vie del paese. Ma una domanda merita di essere posta: quanto c’è realmente di “verde” e quanto invece di semplice riqualificazione urbana? Se il principale elemento distintivo sarà una pavimentazione di colore verde, siamo davvero davanti a una politica ambientale? E soprattutto: quali saranno gli effetti sulla viabilità? La questione non è marginale. In particolare, bisognerà capire cosa accadrà negli orari di ingresso e uscita degli alunni della scuola Leopardi, quando automobili, pedoni e studenti si concentreranno nelle stesse aree. La sicurezza non può essere una conseguenza da verificare dopo. Deve essere una condizione prevista prima. Perché prevenire è meglio che curare. E quando si parla di bambini e attraversamenti pedonali, questa non dovrebbe essere soltanto una frase fatta».
Ancora, nel mirino della lista c’è il bilancio. «Nell’ultimo consiglio comunale sono emerse variazioni significative nelle previsioni di spesa per il 2026 e il 2027 – proseguono -. La diminuzione della spesa potrebbe sembrare, a prima vista, una buona notizia. Ma non è sufficiente guardare quanto si spende. Bisogna chiedersi dove si taglia, dove si investe e quali priorità si stanno scegliendo. Ed è proprio qui che sorgono le nostre perplessità. Se vengono ridotte risorse in settori essenziali per liberare spazio a progetti la cui realizzazione appare ancora incerta, il rischio è quello di costruire una politica amministrativa sulla carta, lasciando scoperti i bisogni concreti del territorio. Una casa può avere una bella facciata, ma senza fondamenta non sta in piedi. E un Comune funziona allo stesso modo. Prima vengono manutenzione, sicurezza, servizi, decoro, verde e territorio. Poi vengono i progetti che possono cambiare il volto del paese. Non il contrario».
«C’è poi una frase contenuta nel programma elettorale dell’attuale amministrazione che oggi appare particolarmente significativa: “Guardiamo il paese con gli occhi di chi lo conosce, lo ama e lo vive” – concludono da San Vittore SiCura -. Una dichiarazione forte. Ma dopo più di due anni di amministrazione è inevitabile chiedersi: che cosa stanno vedendo quegli occhi? Perché i cittadini vedono i campi di via Alfieri in condizioni che meritano attenzione. Vedono la siepe del campo Malerba di via Fornasone fuoriuscire dalla recinzione per una distanza considerevole. Vedono interventi annunciati, progetti da finanziare e opere ancora da comprendere fino in fondo. E soprattutto vedono le proprie esigenze quotidiane. È questa la fotografia del paese che vede l’amministrazione? Nel programma si legge inoltre: “Abbiamo ascoltato e raccolto le loro istanze, cercato di capire cosa fosse per loro prioritario e come vorrebbero il loro paese”. Perfetto. Allora poniamo una domanda semplice: chi è stato ascoltato? Quali cittadini? Quali associazioni? Quali commercianti? Quali famiglie? Quali realtà del territorio? E soprattutto: quali delle loro richieste sono diventate effettivamente priorità amministrative? Perché ascoltare non significa semplicemente sentire. Ascoltare significa trasformare le esigenze raccolte in decisioni concrete».










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