Gioeubia a Busto Arsizio: tradizioni in difficoltà, ma i bambini riaccendono il rito
Esposti i fantocci delle associazioni che saranno bruciati questa sera in piazza Enaudi. Nella Gioeubia della Famiglia Sinaghina un passaggio permette ai bambini di entrare nelle tradizioni e riaccenderle
È un po’ triste quest’anno la Gioeubia a Busto Arsizio. Fa fatica a sorridere, perché le tradizioni si stanno affievolendo e solo i più piccoli sembrano avere ancora la forza di ravvivarle. Per fortuna, nella mattinata di oggi, 29 gennaio, in piazza Santa Maria di bambini ce n’erano tanti.
Le scuole hanno partecipato numerose all’esposizione dei fantocci realizzati dalle associazioni cittadine e, anche la vecchina della Famiglia Sinaghina, creata proprio per raccontare questo senso di lontananza dalle tradizioni, ha ritrovato almeno per qualche ora il sorriso. Alche lei questa sera, alle 19.00, finirà nel grande rogo in piazza Einaudi, dove le Gioeubie verranno simbolicamente bruciate per scacciare la sfortuna, i mali e tutto ciò che di negativo ha segnato l’anno passato
La Gioeubia della Famiglia Sinaghina è la più imponente della piazza e a spiegarne il significato è Marcello Sacconago, nipote dello storico fondatore, Giovanni Sacconago.
«Abbiamo voluto realizzare una Gioeubia che rappresentasse se stessa, cioè le tradizioni – spiega –. Il tema che abbiamo affrontato è quello della perdita: sempre meno persone si avvicinano alle tradizioni. La nostra Gioeubia porta una borsa che contiene alcune delle classiche feste bustocche, come il Carnevale, la Festa dell’Uva e tante altre. Abbiamo voluto creare anche un passaggio all’interno del fantoccio per permettere ai bambini di entrare fisicamente nelle tradizioni, non solo simbolicamente, così da lasciare loro un ricordo ancora più forte della giornata vissuta». Non mancano i simboli: «I fiori, in particolare la rosa, che è il simbolo della nostra associazione. Sono rose fresche, non ancora appassite, perché speriamo di poter continuare a portare avanti le tradizioni, anche se, come tutti, soffriamo la mancanza di giovani che si avvicinino alle associazioni».
La Gioeubia della Famiglia Sinaghina è accompagnata anche da una poesia, letta (nel video) da Antonio Tosi, che con il suo ottimismo lancia un messaggio di speranza: «Se noi, che abbiamo vissuto le tradizioni cittadine, oggi le vediamo in difficoltà, è anche colpa nostra per non averle trasmesse abbastanza. Vorrei che le maestre spiegassero ai bambini la storia della Gioeubia. Il suo sogno è questo: senza sorriso non vede il futuro, ma sono certo che con lo sforzo di noi anziani le tradizioni torneranno ad accendersi».
In piazza Santa Maria erano presenti tante Gioeubie, tutte diverse e ricche di significato. Non mancava quella a tema Olimpiadi invernali, quella del Magistero dei Bruscitti con i piatti della tradizione, e alcune più “piccate”: come quella dei commercianti, con un lampione soffuso per accendere l’attenzione sulla scarsa illuminazione, o quella della Famiglia Bustocca, una simpatica vecchina con la gamba ingessata, caduta simbolicamente in una buca.













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