Lavoratori Sitem di Canegrate in sciopero: “Vogliamo sicurezza e premi risultato”
All’alba una quarantina di dipendenti hanno incrociato le braccia dando vita a un presidio davanti ai cancelli dello stabilimento, con striscioni e bandiere della Fiom Cgil
Striscioni, bandiere e cancelli chiusi. A Canegrate la giornata di sabato 24 gennaio si è aperta con la protesta di una quarantina di lavoratori della Sitem spa che al freddo e sotto la pioggia hanno dichiarato: «Vogliamo sicurezza e premi risultato. Sospendiamo gli straordinari». Proprio così, i dipendenti con i sindacati sono scesi in presidio per chiedere all’azienda per ottenere sicurezza e il riconoscimento del premio di risultato. Un azione di protesta che precede l’incontro con la proprietà fissato a inizio febbraio.
La mobilitazione sotto la pioggia
Per lavoratori e sindacati ci sono criticità da risolvere: «Siamo di fronte a una situazione che non è più sostenibile – afferma Antonio Del Duca, sindacalista della Fiom Cgil Ticino Olona -. La sicurezza deve essere una priorità assoluta e non può essere oggetto di rinvii o mediazioni al ribasso. I lavoratori chiedono rispetto e risposte concrete. L’azienda in questione è una importante realtà del settore metalmeccanico con sede in via Torquato Tasso a Canegrate, che recentemente ha visto l’ingresso di un investitore americano come socio di maggioranza». Del Duca ci ha spiegato che, nonostante i ripetuti solleciti, l’azienda non avrebbe ancora fornito garanzie né tempistiche certe per il ripristino degli standard di sicurezza e per il saldo del premio di risultato. «Il premio non è un regalo – sottolinea Del Duca – ma una parte fondamentale del salario, legata all’impegno e ai risultati raggiunti dai dipendenti. Non riconoscerlo è un segnale grave». Un incontro con la proprietà è però fissato per il prossimo 10 febbraio e ciò fa ben sperare. Fino ad allora, spiegano Fiom e Rsu, lo stato di agitazione resterà aperto. «Abbiamo proclamato lo sciopero degli straordinari e avviato il presidio per aprire un confronto vero con la proprietà – prosegue il sindacalista -. Se non arriveranno risposte adeguate, siamo pronti a mettere in campo nuove iniziative. I lavoratori hanno dimostrato compattezza e determinazione. Ora tocca all’azienda assumersi le proprie responsabilità».










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