Parabiago celebra San Sebastiano con l’agente Marco Ravaglia, sopravvissuto a Igor il Russo
Durante le celebrazioni per San Sebastiano hanno prestato giuramento nove nuovi operatori della Polizia Locale di Parabiago
Polizia Locale di Parabiago in festa per San Sebastiano Martire, militare romano diventato patrono degli agenti di Polizia Locale. Dopo la celebrazione della Santa Messa alla Chiesa Prepositurale dei Santi Gervasio e Protasio officiata dal parroco don Maurilio Frigerio, la sala consiliare ha fatto da sfondo alla cerimonia ufficiale, durante la quale nove nuovi operatori di Polizia Locale hanno prestato giuramento alla presenza del comandante Angelo Imperatori Antonucci, del sindaco Raffaele Cucchi e dell’assessore alla partita Barbara Benedettelli.
La testimonianza di Marco Ravaglia, sopravvissuto a Igor il Russo
Al centro della cerimonia la testimonianza di Marco Ravaglia, agente della Polizia Provinciale di Ferrara ora in pensione che l’8 aprile 2017 è sopravvissuto al serial killer Norbert Feher, meglio conosciuto come Igor Il Russo, condannato all’ergastolo in Spagna dall’aprile 2021 per tre omicidi commessi in territorio spagnolo nel 2017. Sono ben quattro i colpi di pistola che Marco Ravaglia ha ricevuto da Igor Il Russo, ma nonostante questo l’agente è riuscito a sopravvivere e trasformare questa brutta storia in una testimonianza di grande valore, soprattutto per le nuove leve della Polizia Locale.
«La fortuna, in quel momento – ha detto Marco Ravaglia -, è stata predominante perché i quattro proiettili mi hanno attraversato in lungo e in largo lasciandomi circa 2 metri di cicatrici. Fino all’ultimo momento ho cercato di difendere sia me, sia la guardia giurata che si trovava con me quel giorno e che ora non c’è più. La mia lucidità mi ha permesso, quando l’assassino mi si è avvicinato per ben due volte per controllare se fossi vivo, di salvarmi la vita fingendomi morto. Appena ho avvertito che se n’era andato, mi sono fatto forza e mi sono alzato: avevo stomaco, intestino, fegato, sterno e un polmone perforati, l’omero esploso e dolore dappertutto. Ho raggiunto la strada, la prima macchina non si è fermata, fortunatamente la seconda e la terza sì: ero in divisa, ma completamente insanguinato».
Il messaggio ai nuovi agenti di Polizia Locale
«Ogni volta che racconto la mia storia mi sento più leggero – ha detto Ravaglia -, come se mi togliessi un sassolino dalla schiena. La racconto volentieri, soprattutto in un contesto come questo dove ci sono tante nuove divise, per divulgare un’esperienza di vita che per chi la ascolta sembra quasi impossibile».
Ravaglia ha concluso la sua testimonianza raccontando un aneddoto della sua carriera lavorativa che racchiude un importante messaggio rivolto ai nuovi agenti di Polizia Locale: «Quando ci fu il terremoto in Emilia-Romagna, nel 2012, io e un collega andammo in supporto alla Polizia Locale in un Comune colpito. Mentre ero lì arrivò una scossa di terremoto che fece crollare un intero paese del Modenese. Scendemmo dalla macchina e vedemmo le persone del paese correre fuori dalle case: tutti correvano verso la nostra macchina. Una signora mi abbracciò con le lacrime agli occhi. In quel momento ho capito cosa significa portare una divisa: essere un punto di riferimento per le persone».
Una testimonianza accolta molto positivamente che avrebbe meritato un pubblico più ampio.













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