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Lavori in ritardo per il biciplan nel Legnanese. La Lega: “Chiudere i cantieri iniziati e ridiscutere il piano”

"Picconate" dalla Lega sul biciplan della Città metropolitana di Milano dopo la Commissione Infrastrutture di mercoledì 14 gennaio sui ritardi nella realizzazione della linea 15

Sopralluogo per i lavori del biciplan metropolitano

«Chiudere i cantieri iniziati e rimettere in discussione il piano». La Lega prende a “picconate” il biciplan della Città metropolitana di Milano dopo la riunione della Commissione Infrastrutture di mercoledì 14 gennaio, che ha puntato ancora una volta i riflettori sui ritardi nell’esecuzione dell’opera e soprattutto nella realizzazione della linea 15, corridoio di collegamento tra Milano e il Legnanese che dal capoluogo attraverserà Pero, Rho, Pogliano Milanese, Nerviano, Parabiago, Canegrate e San Vittore Olona fino ad arrivare a Legnano, per un totale di 22 chilometri

I ritardi del cantiere per la realizzazione della linea 15 del biciplan, infatti, sono ormai un dato di fatto, tanto che nei mesi scorsi il consigliere metropolitano alla mobilità Marco Griguolo aveva effettuato un sopralluogo ad hoc, durante il quale aveva incontrato anche amministratori e tecnici dei comuni interessati. Alla base dei ritardi da un lato la carenza di maestranze lamentata dall’impresa incaricata di realizzare l’intervento, e dall’altro le richieste di modifiche in corso d’opera al percorso. Nei mesi scorsi, inoltre, era stato presentato anche un ricorso al TAR da un’azienda di Parabiago, respinto in primo grado dal TAR per la Lombardia.

La realizzazione dell’opera, aveva spiegato in occasione del sopralluogo Griguolo, non era in discussione; il nodo, però, è inevitabilmente rappresentato dalla risorse economiche: nel timore di veder sfumare le risorse del PNRR, già da tempo Palazzo Isimbardi ha iniziato a confrontarsi con il Ministero dell’Interno, valutando altre eventuali strategie di finanziamento e anche l’utilizzo di fondi propri, già accantonati. Se dovessero “saltare” i fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, cambierebbe inevitabilmente anche l’orizzonte temporale dell’opera.

E proprio tempi e fondi sono finiti nel mirino del Carroccio. «La linea 15 del Biciplan – sottolinea Christian Colombo, consigliere metropolitano in quota che ha richiesto la convocazione della commissione – non verrà mai completata nei tempi previsti dal PNRR. Bisogna dirlo chiaramente ai Comuni, ai cittadini e ai commercianti preoccupati per l’impatto e i costi di quest’opera. Non è ancora chiaro se Città Metropolitana ricorrerà a fondi propri oppure sarà necessario l’intervento del Ministero per sbloccare tutti i fondi necessari».

«Non ne facciamo una battaglia ideologica contro la mobilità ciclabile – aggiunge il consigliere leghista -, ma le criticità nella realizzazione di questa linea in meno di tre anni potevano essere già ipotizzate e Città Metropolitana avrebbe dovuto presentare un progetto completamente diverso. Chi conosce il territorio sa quanto questi 25 chilometri di percorso sarebbero stati complicati da realizzare, al netto delle difficoltà conclamate dall’azienda, considerando che si attraversano i territori di proprietà dei Comuni di Pero, Rho, Pogliano Milanese, Nerviano, Parabiago, San Vittore Olona, Canegrate e Legnano, oltre a numerose proprietà private, lungo una rotta così importante come quella dell’ex strada del Sempione di competenza di ANAS».

«Durante la Commissione – conclude Colombo – ho rivolto un appello al sindaco Giuseppe Sala e alla sua maggioranza affinché si proceda immediatamente alla chiusura di tutti i cantieri rimasti in sospeso senza attivarne altri finché non sapremo come finanziarli. Nel frattempo, sarà fondamentale che si ridiscuta il piano con i Comuni e che Città metropolitana si adoperi per chiamare in causa l’impresa che non ha assicurato la manodopera minimamente sufficiente all’esecuzione dei lavori. Con le scadenze impellenti del PNRR il tempo delle promesse e dei progetti inattuabili è terminato».

Caso emblematico per il consigliere metropolitano, che parla di «una minima parte di ciclabile realizzata, con alcuni tratti lasciati n sospeso che peggiorano la sicurezza dei ciclisti», è quello di Nerviano, all’altezza della Colorina lungo il Villoresi. «A Nerviano – sottolinea il consigliere comunale della Lega Massimo Cozzi – abbiamo chiesto di terminare i tratti già iniziati da tempo sul territorio, in particolare quello dell’Alzaia del Villoresi, nel tratto fra il ponte del cimitero e la Chiesa della Colorina, che doveva riaprire a luglio e invece è ancora desolatamente chiuso. Ci auguriamo sia riaperto per l’inizio della primavera e della bella stagione, visto che è molto utilizzato da pedoni ciclisti. Finiamo il prima possibile quanto è già iniziato e solo dopo pensiamo al resto, cercando di limitare al minimo i disagi per i residenti, le attività commerciali e i nervianesi».

Foto di archivio del cantiere

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Leda Mocchetti
leda.mocchetti@legnanonews.com
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Pubblicato il 15 Gennaio 2026
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