Quantcast

A Cantalupo uno screening “apripista” in Italia (e non solo) per diabete, celiachia e malattie vascolari

Lo screening studierà l'intera popolazione per tutti i fattori di rischio per le malattie autoimmuni, metaboliche e cardiovascolari più diffuse

screening cantalupo

Cantalupo “caput mundi” con lo studio Uniscreen, screening di popolazione coordinato dall’IRCCS Ospedale San Raffaele e sostenuto da Fondazione Italiana Diabete che punta ad identificare il rischio per le malattie autoimmuni, metaboliche e cardiovascolari più diffuse. Iniziato in queste settimane, lo screening proseguirà almeno fino all’estate e probabilmente anche nei primi mesi dell’autunno ed è rivolto ai 3.090 residenti della frazione di Cerro Maggiore, con lo scopo di riuscire a coinvolgerne almeno tra i 1.600 e i 1.700.

Ad oggi alle scuole Don Luzzini di via Vercelli ogni fine settimana lavorano una trentina di volontari al giorno suddivisi in due turni quotidiani, insieme a tre medici e ad uno o due infermieri per turno: numeri che permettono di sottoporre allo screening tra le 80 e le 100 persone a weekend. Grazie alla collaborazione delle scuole, dove peraltro i docenti stanno lavorando per fare in modo che non rimanga un progetto fine a sé stesso, lo studio ha come primo campione proprio i giovani e giovanissimi studenti della frazione e le loro famiglie: si tratta però solo di una prima fase, dopo la quale lo screening si sposterà nella piazza centrale di Cantalupo e coinvolgerà tutti i cittadini che vorranno partecipare. Sperando che siano in tanti, come peraltro la prima risposta e la disponibilità finora dimostrata dalla popolazione lasciano prevedere.

«Lo screening è basato sulla compilazione di questionari e sul prelievo di sangue con il pungidito, grazie al quale misuriamo diversi parametri che predicono il rischio per le malattie più diffuse nella popolazione generale, quindi sia nella popolazione infantile che nella popolazione più adulta – spiega il prof. Emanuele Bosi dell’Ospedale San Raffaele, responsabile della ricerca -: malattie per le quali una diagnosi ritardata è spesso sinonimo di complicanze acute o croniche o di una prognosi peggiore. L’aspetto innovativo è proprio quello di studiare tutte le fasce di età per tutti i fattori di rischio, sfruttando le tecnologie più avanzate per poter misurare tutti i parametri necessari in un campione di sangue capillare».

screening cantalupo

Se gli studi di popolazione esistono da decenni e ne sono stati fatti anche in Italia, infatti, uno screening “trasversale” sull’intera popolazione che utilizzi un campione di sangue capillare per ricavare tutti i parametri che vengono studiati a Cantalupo è di fatto – anche se i promotori lo dicono sottovoce – tra i primi al mondo. Ed è frutto di un lavoro di rete. «L’idea di collaborare con la Fondazione Italiana Diabete per creare un progetto di salute per il nostro territorio risale al 2020 – sottolinea il presidente della Protezione Civile di Cerro Maggiore Giuliano Borsatti -, quando abbiamo prestato servizio insieme all’hub vaccinale di Cerro Maggiore istituito durante la pandemia». Da lì poi la rete si è allargata, arrivando a coinvolgere, oltre ovviamente all’IRCCS Ospedale San Raffaele, il Comune, la Croce Rossa di Legnano e il Rotary Club Busto, Gallarate, Legnano “Castellanza”.

Quello attualmente in corso a Cantalupo, peraltro, farà anche da studio pilota per un più ampio programma di screening di popolazione a livello nazionale per diabete di tipo 1 e celiachia rivolto alla fasce infantili e adolescenziali che la Fondazione Italiana Diabete ha promosso in Parlamento, già finanziato con la legge di bilancio e già pronto a passare al vaglio di Montecitorio e Palazzo Madama dopo il via libera della commissione, in un iter che fin qui ha bruciato tutte le tappe. «L’avvio del progetto Uniscreen ci rende particolarmente felici perché rappresenta una serie di valori positivi – sottolinea Nicola Zeni, presidente della Fondazione Italiana Diabete -: in primis la ricerca, determinante per il progresso della vita, ma subito dopo la bellissima collaborazione tra enti diversi che hanno scelto di unire forze e competenze per la realizzazione di un progetto comune. Infine, ma non ultimo, il valore rilevantissimo di questa esperienza come “prova sul campo” per il progetto di screening a livello nazionale».

«Siamo orgogliosi – conclude il sindaco Nuccia Berra, ringraziando tutte le realtà coinvolte – che un progetto di tale importanza parta dal nostro Comune e dalla frazione di Cantalupo, scelta come pilota in un progetto eccezionale per il riscontro che darà».

Leda Mocchetti
leda.mocchetti@legnanonews.com
Noi di LegnanoNews abbiamo a cuore l'informazione del nostro territorio e cerchiamo di essere sempre in prima linea per informarvi in modo puntuale.
Pubblicato il 29 Aprile 2023
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

Segnala Errore