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Al “Torno” di Castano Primo esibizione dei 12 violoncellisti del “Cantelli” di Novara

Nell'aula magna dell'Istituto di Castano Primo, si è tenuto infatti un singolare concerto di musica da camera

Al “Torno” di Castano Primo esibizione  dei 12 violoncellisti del "Cantelli" di Novara

L’Istituto di Istruzione Secondaria Superiore “G.Torno” si configura sempre più come polo culturale di riferimento del castanese per la quantità, la varietà e l’alto rilievo delle iniziative che è in grado di promuovere, accogliere e sostenere, in collaborazione con una pluralità di Enti, Istituzioni ed Associazioni di carattere formativo, sociale, scientifico, storico, sportivo ed artistico. Tra gli interlocutori dell’Istituto da oggi figurano anche l’Associazione musicale “Gioachino Rossini” di Busto Arsizio, particolarmente nella persona della professoressa Paola Colombo, e il Conservatorio “Guido Cantelli” di Novara.

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In mattinata, nell’aula magna dell’Istituto, si è tenuto infatti un singolare concerto di musica da camera. Un inconsueto ensemble di 9 violoncelli e una cantante lirica del “Cantelli” pronti ad esibirsi questa sera presso il Teatro Manzoni di Busto Arsizio, nell’ambito del Festival BAClassica, promosso dall’Associazione “Rossini” in collaborazione con il Comune di Busto Arsizio (e giunto quest’anno alla sua sesta edizione), ha voluto onorare il “Torno” con questa singolare anteprima, interpretando lo stesso programma previsto per il concerto “ufficiale” dinanzi a una platea costituita da un centinaio di studenti di diversi indirizzi di studio, tutti o quasi a digiuno di musica, almeno di musica cosiddetta classica o seria.

A introdurre l’orchestra da camera e a portare i saluti degli organizzatori del Festival, il direttore del Conservatorio di Novara, Maestro Roberto Politi, violoncellista egli stesso e fondatore, nel 1994, dell’Orchestra sinfonica “Carlo Coccia”.

“Sulla quasi totalità di noi – scrive Oliver Sacks – la musica esercita un enorme potere, indipendentemente dal fatto che la cerchiamo o meno, o che riteniamo di essere particolarmente “musicali”. Una tale inclinazione per la musica – questa “musicofilia” – traspare già nella prima infanzia, è palese e fondamentale in tutte le culture e probabilmente risale agli albori della nostra specie”.

Del tutto a sorpresa, lo scorso anno scolastico, i maturandi della scuola italiana si sono ritrovati, fra le tracce della Prima prova dell’Esame di Stato, un tema sulla musica, allettante allo sguardo superficiale di quasi tutti loro, che di musica (rap e trap, soprattutto) vivono e che, tuttavia, ha sollecitato un’immediata e sconfortante presa di coscienza: che dire, infatti, sulla musica, al di là della propria limitatissima esperienza personale? La musica -si sa – è la grande assente della scuola italiana: nessun indirizzo di scuola secondaria di secondo grado, al di fuori ovviamente del Liceo musicale-coreutico, la contempla nei propri piani di studio e questo da sempre. Purtroppo.
E’ una pecca imperdonabile, una nota stonata, si potrebbe dire con amara ironia, se pensiamo alla centralità della musica nell’esperienza umana. Ma tant’è. E nessuno, fra i governi e i ministri degli ultimi cent’anni (fu la Riforma Gentile, nel 1923, a prevedere l’insegnamento di “Musica e canto corale” almeno nel vecchio Istituto magistrale), ha ancora pensato di colmare tale vistosa e colpevole lacuna.

Il concerto di questa mattina ha dunque rappresentato, per gli studenti del “Torno”, un’esperienza inedita e unica. E’ la prima volta che l’Istituto castanese accoglie un’orchestra nei propri spazi e lo ha fatto con entusiasmo ma anche con tanta preoccupazione, consapevole di poter offrire una sede non proprio adatta a un evento musicale così raffinato, senza neppure disporre di un palcoscenico degno di tale nome. Le inadeguatezze strutturali dell’aula magna non hanno tuttavia rappresentato un ostacolo all’esibizione dei giovani concertisti, tutti entusiasti interpreti di età pari o poco più avanzata rispetto a quella dei loro spettatori. E’ bastato che si accomodassero di fronte allo spartito, che il direttore accennasse loro di iniziare e il silenzio è calato nel salone.
Brani di Rachmaninov, Gardel, Elizondo, Klengel e Villa Lobos, melodiosi, orecchiabili ed emotivamente coinvolgenti, hanno riempito lo spazio, conquistando l’attenzione dei ragazzi. E alla maggior parte di loro, che prima del concerto aveva candidamente palesato la propria ignoranza, dichiarandosi del tutto inconsapevole o prevenuta (io di musica classica non ci capisco niente – aveva confessato più di qualcuno –.Mi annoia o non mi piace – aveva dichiarato qualcun altro) è apparso subito evidente che per avvicinarsi alla musica classica non è necessario avere chissà quali requisiti o competenze: semplicemente si ascolta.

Laura Fusaro

Redazione
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Pubblicato il 06 Marzo 2023
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