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Bosco delle “Terre nere” inquinato a Rescaldina, area “off limits” in attesa della messa in sicurezza

Alcuni campioni prelevati dalle cosiddette "Terre nere" hanno evidenziato il superamento dei limiti di legge per l'utilizzo dell'area, ora circoscritta

terre nere rescaldina

Bosco da mettere in sicurezza a Rescaldina. L’area verde di proprietà di Piazza Chiesa che tutti in paese conoscono come “Terre nere”, porzione di un appezzamento da quasi 7mila metri quadri donato nel 2006 al comune, nei mesi scorsi è stata oggetto di un procedimento di caratterizzazione ambientale finalizzato proprio ad approfondire l’origine dei materiali che conferiscono la colorazione al terreno, dal quale è emersa in alcuni campioni prelevati il superamento dei limiti di legge previsti dalla normativa per l’utilizzo dell’area: si parla insomma di un problema di inquinamento che ora richiederà un intervento di messa in sicurezza.

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Il rischio di inquinamento non riguarda tanto le falde, dal momento che non sono stati rilevati inquinanti che possano percolare nel terreno, quanto le polveri, e per questo, in attesa di una soluzione definitiva, l’area è stata circoscritta, in modo che non possa più essere utilizzata, come finora era frequentemente successo, da parte dei più giovani per il ciclocross. «Con i tecnici che hanno effettuato la caratterizzazione e ARPA dobbiamo individuare la strategia per eliminare il problema – spiega l’assessore alla pianificazione territoriale e sostenibilità ambientale Adriana Gulizia, che a fine novembre ha affrontato la questione anche in commissione -. La proposta tecnica è quella di ricoprire l’area con uno strato di terreno per metterla in sicurezza. La sottoporremo all’Agenzia Regionale per la Protezione ambientale: dai primi colloqui informali sembra che possa essere effettivamente la strada da percorrere, ma non c’è ancora niente di definito».

terre nere rescaldina

In parallelo Piazza Chiesa sta anche approfondendo la storia dell’area delle cosiddette “Terre nere” per capire se c’è margine per individuare i responsabili, ma se l’abbandono dei materiali, come sembra probabile, dovesse risalire al periodo precedente all’entrata in vigore della normativa sulla gestione dei rifiuti sarà molto difficile trovare il colpevole. La questione, intanto, in attesa della messa in sicurezza definitiva va a fare il paio con quella relativa al Bozzente, lungo il cui tracciato è stata trovata una discarica ante-norma: «La Regione ha stanziato 4,9 milioni di euro per spostare il tracciato del torrente, che adesso di fatto passa sopra i rifiuti e quindi inquina le aree a valle – aggiunge l’assessore alla partita -. L’opera è in capo alla Regione, noi stiamo facendo da coordinatori perché siamo ovviamente parte in causa principale. L’intervento è stato inserito nel bilancio regionale, vedremo con che tempi vedrà realizzato: non sarà certamente cosa da poco, perché dovrà essere predisposto il progetto e andranno acquisite aree al demanio regionale, ma è importante che si inizino ad affrontare queste questioni».

Leda Mocchetti
leda.mocchetti@legnanonews.com
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Pubblicato il 20 Dicembre 2022
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