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Trecento chilometri a piedi da Siena a Roma, Christian e Sonia sulla via Francigena per i Guerrieri Invisibili

Christian Vitali di Parabiago e Sonia Bono hanno camminato per 300 chilometri per dare voce ai Guerrieri Invisibili e alle patologie meno conosciute

Christian e Sonia sulla via Francigena per i Guerrieri Invisibili

Zaino in spalla, scarponcini ai piedi e un obiettivo nel cuore: Christian Vitali, 38enne di Parabiago con un passato da consigliere comunale nella città della calzatura, e la sua compagna Sonia Bono, limbiatese che lavora a Saronno, erano partiti domenica 31 luglio da Siena e venerdì 12 agosto dopo 300 chilometri a piedi sono arrivati a Roma per dare voce ai “guerrieri invisibili”, quelli che ogni giorno combattono contro malattie spesso poco conosciute, che non si vedono ma ci sono e ti cambiano la vita.

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Christian Vitali in realtà non è nuovo a questo genere di “imprese”: prima di ritrovarlo sulle famose strade bianche della Toscana lo avevamo lasciato su quelle del Cammino di Santiago de Compostela, ultima “avventura” intrapresa per la sensibilizzazione sulla fibromialgia dopo i 600 chilometri percorsi lungo la via Francigena da Pavia a Roma e i 180 da Palermo ad Agrigento sulla Magna via Francigena. E ora, complice anche un vissuto personale che lo ha messo in prima persona di fronte alla realtà delle malattie invisibili, insieme a Sonia Bono, che con lui aveva già percorso il Cammino di Santiago da Porto a Santiago e il Cammino di Finisterre-Muxia, si è rimesso in marcia con la speranza non solo di raccogliere fondi da destinare alla fondazione ISAL per la ricerca del biomarcatore sulla fibromialgia e a futuri eventi di sensibilizzazione dell’associazione “Guerrieri Invisibili” ma anche di accendere i riflettori su patologie che troppo spesso passano in secondo piano.

Christian e Sonia sulla via Francigena per i Guerrieri Invisibili

«L’esperienza del cammino è stata molto bella – ci racconta Sonia Bono -. Sappiamo tutti che l’Italia è meravigliosa ma ci sono posti che si riesce a vedere davvero solamente a piedi: lungo la maggior parte dei sentieri che abbiamo percorso eravamo in solitudine e libertà, quella solitudine bella che ti fa riflettere e tirare le somme rispetto all’anno passato. Davanti a certi panorami ci si sente piccoli come formiche, ma come per le formiche anche tra gli uomini ognuno ha il suo ruolo e il suo compito. Noi lungo il cammino abbiamo parlato con i pellegrini che abbiamo incontrato della nostra iniziativa e ad ogni tappa abbiamo lasciato un messaggio relativo al passaggio dei “Guerrieri Invisibili”: anche solo aver sensibilizzato cinque o dieci persone sarebbe un bel traguardo. Anche per noi, peraltro, sono stati giorni di formazione, quando dedicando alle diverse patologie la tappa della giornata abbiamo potuto conoscerle meglio».

E di timbro in timbro il “passaporto” da pellegrini di Sonia Bono e Christian Vitali si è riempito fino al testimonium richiesto a Roma, documento che certifica l’avvenuto pellegrinaggio fino alla capitale dopo almeno 100 chilometri a piedi. E siccome i chilometri di cammino sono stati 300, le certificazioni richieste sono state tre, una delle quali andrà all’associazione Guerrieri Invisibili. «Arrivare a Roma è stata un’emozione indescrivibile, ci siamo commossi – aggiunge Bono -. L’ultimo giorno di cammino è sempre un giorno particolare, con le gambe che ormai vorrebbero volare, lo zaino che quasi non si sente più e la metà ad un passo: già da Monte Mario abbiamo ammirato Roma dall’alto, poi abbiamo percorso gli ultimi due chilometri sul viale che porta al Vaticano. Il cammino è un’esperienza di viaggio molto particolare, abbiamo incontrato persone tutte diverse tra loro, ognuno con la sua storia e il suo vissuto ma tutti con una grande voglia di ascoltare. Il messaggio che ne abbiamo tratto è stato proprio questo: tutti siamo animati da voglia di fare e di ascoltare fuori dal quotidiano, ma poi in certi contesti, come ad esempio quello lavorativo, siamo schiavi di una mentalità che ci vuole non al 100 ma al 110% anche davanti alle malattie visibili, figuriamoci di fronte a quelle che non si vedono. Servirebbero più tutele».

Christian e Sonia sulla via Francigena per i Guerrieri Invisibili

Lungo i loro 300 chilometri a piedi, peraltro, la strada di Bono e Vitali ha anche incrociato di nuovo quella del sostegno ai malati di fibromialgia: a Viterbo hanno infatti incontrato l’associazione Libellula Libera, attivissima sul territorio sia con eventi e iniziative che con supporto medico e legale per i malati e le loro famiglie, e per conto loro hanno appeso un messaggio in Vaticano. Non solo: grazie al progetto “Il tuo passo è già storia” promosso dall’associazione in tandem con “Via Francigena in Tuscia”, i due pellegrini “nostrani” hanno anche firmato per conto dei Guerrieri invisibili una piastrella che diventerà parte di una strada-monumento, consegnando ai posteri il loro messaggio.

Leda Mocchetti
leda.mocchetti@legnanonews.com
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Pubblicato il 13 Agosto 2022
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