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Nerviano mette in pausa Donne In•Canto per il 2022

L'amministrazione ha deciso di sospendere per il 2022 Donne In•Canto a fronte di una relazione tecnica critica rispetto al rinnovo della convenzione

comune nerviano

Nerviano si prende un pausa di riflessione da Donne In•Canto, il festival dedicato alla voce femminile che negli anni ha portato sul palco della manifestazione performance artistiche anche molto diverse tra loro ma sempre con la voce delle donne a fare da protagonista. E lo stop deciso dalla giunta guidata da Daniela Colombo per il 2022 è finito tra i banchi del consiglio comunale con un’interpellanza di Lega, Gruppo Indipendente Nervianese e Con Nerviano che ha chiesto conto della scelta e delle intenzioni future di Piazza Manzoni rispetto alla manifestazione.

«Nel luglio dello scorso anno è stata votata all’unanimità in consiglio comunale, anche dall’attuale sindaco, dal presidente del consiglio comunale e da alcuni assessori, la convenzione per la realizzazione del festival Donne In•Canto dal 2022 al 2024 – ha spiegato l’ex sindaco Massimo Cozzi in merito all’interpellanza, che ribadisce l’«innegabile successo di pubblico e partecipazione» ottenuto negli anni da Donne In•Canto -. Erano arrivate anche delle proposte che io e l’allora assessore Airaghi ritenevamo interessanti da parte degli allora consiglieri Re Depaolini e Lattuada. Al protocollo, però, risulta una lettera, neanche del sindaco o dell’assessore ma direttamente degli uffici, per la sospensione nel 2022, che fa riferimento ad un articolo del regolamento che peraltro non giustifica la sospensione. È arrivata anche la risposta del comune di Parabiago, che chiede i danni al comune di Nerviano per le spese generali, quantificate in 500 euro, cui corrisponde un’altra lettera di Nerviano che con una serie di giustificazioni non intende dare questi soldi. Lo scopo dell’interpellanza è capire il motivo di questa scelta e cosa si intenda fare per i prossimi anni: mi auguro che oltre alla lettera di un funzionario ci sia una chiara dichiarazione politica».

A far propendere l’amministrazione per lo stop, però, è stata una relazione tecnica che esprimeva più di una perplessità rispetto al rinnovo, a partire dai costi. «Quello che ha detto il consigliere Cozzi è esattamente quello che è successo, ma c’è un però – ha replicato la prima cittadina -. La convenzione, nata nel 2017, era in scadenza a luglio 2021, a ridosso delle elezioni amministrative. In quella data viene proposto al consiglio comunale il rinnovo per gli anni dal 2022 al 2024, votato all’unanimità, ma non è stato detto ai consiglieri né durante le commissioni, né durante il consiglio comunale, che esisteva una relazione tecnica che riguardava i cinque anni nei quali si è svolto l’evento, nella quale si sconsigliava vivamente il rinnovo della convenzione per diversi motivi: l’impossibilità per l’ente di esprimere un parere sulle scelte degli artisti invitati, la gestione delle prenotazioni avviene solo tramite una piattaforma web che è di proprietà di chi ha proposto la convenzione – elemento giudicato ostativo rispetto a chi è molto fidelizzato con la biblioteca e gli eventi culturali dell’ente ma non ha dimestichezza con questi mezzi – e soprattutto i costi della convenzione, che ci hanno fatto propendere per la sospensione: nella relazione tecnica appariva eloquente il fatto che il 54% dei costi della manifestazione siano legati non ai cachet degli artisti, ma alla gestione amministrativa.

«Siamo andati a vedere di cosa si tratta – ha aggiunto Colombo, cui ha fatto eco l’assessore alla partita Laura Alfieri -, e sono costi legati al servizio luci e audio, il che significa che la manifestazione si svolge nella Sala Bergognone ma a fronte di questi eventi paghiamo servizi luci e audio aggiuntivi, servizi di prenotazione e accoglienza, e non capiamo di cosa si tratti visto che il comune deve garantire l’apertura e la chiusura della sala con il proprio personale tecnico, un generico servizio di assistenza artisti e in ultimo costi organizzativi da corrispondere anche in caso di annullamento. Mediamente tra il 2017 e il 2021 siamo hanno rappresentato il 54% della spesa. Di fronte ad una condizione così onerosa, che presenta una serie di criticità, ci siamo avvalsi di una sospensione: stiamo facendo altre scelte e l’ente non ha risorse illimitate per la cultura, quindi abbiamo deciso di utilizzare i fondi in maniera più efficace per la cittadinanza».

Spiegazioni che comunque non hanno convinto l’opposizione, con il consigliere Massimo Cozzi che ha parlato di «perdita per Nerviano» dal momento che agli appuntamenti con Donne In•Canto «partecipavano tra le 50 e le 70 persone».

di leda.mocchetti@legnanonews.com
Pubblicato il 22 Maggio 2022
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