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La scuola libertaria Makula dove i ragazzi imparano a gestire il proprio tempo

Samanta Di Maria e Alessandro Pennati hanno raccontato a Radio Materia una giornata scolastica fatta di lezioni frontali, lavoro autonomo, laboratori, teatro e percorsi personalizzati

Generico 14 Sep 2026


A Varese c’è una scuola in cui la giornata non è scandita soltanto dalle lezioni, ma anche da lunghi momenti di lavoro autonomo, attività pratiche e una forte responsabilizzazione degli studenti. È Macula, scuola parentale nata dieci anni fa e oggi ospitata negli spazi della scuola Montessori di Varese, protagonista dell’ultima puntata di “Soci All Time”, la trasmissione di Radio Materia realizzata in collaborazione con CSV Insubria.

A raccontare l’esperienza sono stati due docenti della scuola: Samanta Di Maria, insegnante di matematica, ingegnere biomedico e consulente, e Alessandro Pennati, docente di scienze e geografia, geografo ed educatore ambientale. Oggi Macula accoglie circa 28 ragazzi della scuola secondaria di primo grado, distribuiti tra prima, seconda e terza media. Alla base c’è un’impostazione ispirata ai principi dell’educazione libertaria, che punta a mettere al centro la persona, le relazioni e la capacità di ogni studente di diventare progressivamente più autonomo.

Una scuola nata dieci anni fa

La storia di Macula comincia circa dieci anni fa dall’idea di Chiara Chini. Alla ricerca di una scuola media per le sue figlie gemelle, che avevano frequentato la scuola elementare Montessori, Chini non aveva trovato sul territorio una proposta che rispondesse al tipo di percorso educativo che immaginava. Da qui la scelta di costruire un’esperienza nuova. Anche il nome racconta questa impostazione: “Macula” deriva dal latino e significa “macchia”, intesa come qualcosa che cambia forma, si allarga e si trasforma nel tempo. La scuola è partita con meno di dieci studenti e ha attraversato fasi molto diverse, compreso un periodo con appena quattro iscritti. Dopo una nuova ripartenza nel 2020, il numero degli alunni è cresciuto fino a raggiungere l’attuale equilibrio di circa 28 ragazzi.

Tre ore di lezione e quattro di lavoro autonomo

La giornata scolastica dura circa sette ore, pausa pranzo compresa, ma è organizzata in modo diverso rispetto a una scuola tradizionale. Tre ore sono dedicate alle lezioni frontali, mentre circa quattro vengono riservate al lavoro autonomo, individuale o di gruppo. In questo tempo gli studenti possono svolgere compiti, approfondire argomenti o portare avanti progetti concordati.

L’obiettivo non è semplicemente lasciare più libertà ai ragazzi, ma insegnare loro a organizzare il tempo e ad assumersi la responsabilità del lavoro svolto. Anche le pause non seguono necessariamente un orario fisso. Durante il lavoro autonomo ogni studente può fermarsi quando ne sente la necessità e poi riprendere la propria attività.

Programmi ministeriali, ma percorsi personalizzati

Le materie affrontate sono quelle previste per la scuola secondaria di primo grado: italiano, matematica, scienze, geografia, inglese, spagnolo, tecnologia e storia dell’arte. A queste si aggiungono attività e discipline come filosofia, antropologia e teatro. I contenuti seguono i riferimenti ministeriali, ma il metodo cerca di adattarsi il più possibile alle caratteristiche e alle inclinazioni di ogni ragazzo. Un ruolo centrale è affidato alla relazione tra studenti e insegnanti. Gli stessi docenti arrivano spesso da percorsi professionali differenti e affiancano all’insegnamento altre esperienze lavorative. Per Macula l’autonomia non significa assenza di regole o di verifiche. Ogni anno gli studenti devono infatti affrontare un esame di idoneità, necessario per accedere alla classe successiva o, eventualmente, rientrare nel percorso scolastico tradizionale. Al termine della terza media sostengono poi l’esame di Stato.

Dalla ceramica al teatro, imparare anche facendo

Accanto allo studio trovano spazio anche le attività pratiche e artistiche. La scuola dispone, tra le altre cose, di una serra trasformata in spazio laboratoriale, utilizzata per la lavorazione della ceramica e la costruzione di strumenti musicali. Un altro appuntamento importante è lo spettacolo teatrale annuale, che coinvolge i ragazzi in un percorso espressivo condiviso. Durante la giornata scolastica non è inoltre consentito l’utilizzo degli smartphone, una scelta che punta a favorire la concentrazione e le relazioni dirette.

Una comunità fatta di studenti, insegnanti e famiglie

Nel corso degli anni, attorno a Macula si è costruita anche una comunità formata da famiglie, ragazzi e docenti. Un aspetto che, nel racconto portato a Radio Materia, emerge come uno degli elementi centrali dell’esperienza. Più che proporre un’alternativa basata semplicemente su una diversa organizzazione delle lezioni, la scuola cerca infatti di costruire un percorso nel quale gli studenti siano chiamati a conoscere i propri punti di forza, confrontarsi con gli altri e imparare gradualmente a gestire responsabilità e scelte.

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Pubblicato il 17 Settembre 2026
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