Pietro Senaldi al Salotto della Famiglia Legnanese: “Crisi in Medio Oriente, una situazione molto aperta”
Il giornalista, opinionista e condirettore del quotidiano Libero, è stato invitato nel "Salotto" della Famiglia Legnanese per un momento di confronto sui sui temi della situazione politica ed economica italiana. A margine dell'incontro ha parlato della Crisi in Medio Oriente
«La situazione in Medio Oriente è molto aperta». A margine della presentazione del suo libro “Sveglia”, Pietro Senaldi ha commentato l’evoluzione della crisi nella regione, sottolineando l’incertezza degli scenari e i possibili riflessi internazionali ed economici. Il giornalista, opinionista e condirettore del quotidiano Libero, è stato invitato nel “Salotto” della Famiglia Legnanese per un momento di confronto sui sui temi della situazione politica ed economica italiana. In questo contesto ha dato una sua opinione sull’obiettivo strategico di Israele che per lui appare sempre più chiaro. «Mi sembra evidente che nel mirino ci sia l’Iran, che viene ritenuto tra i principali responsabili, o comunque tra i mandanti, dell’attacco del 7 ottobre». La recente escalation militare, dopo la guerra lampo di dodici giorni, avrebbe aperto una fase nuova e potenzialmente più ampia. Uno dei punti cruciali riguarda il ruolo degli Stati Uniti. «Il rischio è che la crisi finisca per trascinare più direttamente l’America. Resta da capire fino a dove sarebbe disposto a spingersi Donald Trump».
Un coinvolgimento più diretto di Washington, osserva Senaldi, potrebbe inserirsi in una strategia più ampia volta a indebolire o addirittura far cadere il regime iraniano, considerato il principale sponsor delle forze ostili a Israele nella regione. Resta però l’incognita di ciò che potrebbe accadere dopo. L’eventuale fase post-regime è piena di punti interrogativi: non è chiaro se possa emergere un nuovo equilibrio interno oppure se si tratterebbe di un assetto imposto dall’esterno. In ogni caso Senaldi si è mostrato scettico sull’ipotesi di una rapida rivolta interna. «Non credo molto a una insurrezione popolare: difficilmente le rivolte nascono sotto le bombe. È vero però che le guerre possono portare al collasso di un regime, ed è probabilmente ciò su cui qualcuno sta scommettendo». Nel frattempo, secondo il giornalista, Israele sarebbe riuscito a isolare diplomaticamente l’Iran. «Teheran sta cercando di giocare le sue carte, tentando di coinvolgere alcuni Paesi arabi e di trovare un’azione frenante, ma è difficile». Non è escluso, aggiunge, che qualcuno stia calcolando che l’Iran disponga oggi di meno risorse militari e strategiche rispetto al passato. La crisi potrebbe avere anche conseguenze economiche rilevanti in Italia, ma per Senaldi non sarà così preoccupante. «Le ricadute oer l’Italia potrebbero tradursi in un aumento dei costi dell’energia e in una riduzione della crescita, che potrebbe scendere tra lo 0,1 e lo 0,3 per cento». Il nodo centrale resta quello del prezzo del greggio e delle materie prime. Anche se il contraccolpo più significativo potrebbe però riguardare la Cina, particolarmente esposta alle oscillazioni delle forniture energetiche e delle rotte commerciali globali. Cina che è nel mirino degli Usa. Uno scenario ancora tutto da capire tra equilibri geopolitici in evoluzione e possibili conseguenze economiche a livello globale.








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