Oltre la Muraglia: Cronache dalla Cina Imperiale e del Futuro
Mentre la città si svela fuori dai finestrini, ci si rende conto però che la capitale non è solo un centro politico, ma un contenitore enorme di esistenze che si snodano tra i vicoli degli hutong
Pechino è la porta d’ingresso di un paese – continente. Capitale di un vastissimo territorio, riflette già dalla sua architettura rigorosa e geometrica la rigida gerarchia della società cinese. Mentre la città si svela fuori dai finestrini, ci si rende conto però che la capitale non è solo un centro politico, ma un contenitore enorme di esistenze che si snodano tra i vicoli degli hutong. La prima sera, il battesimo del food cinese avviene a Qianmen Street, nel cuore del quartiere storico di Dazhalan. Passeggiando tra le lanterne rosse, l’odore dell’anatra laccata nell’aria racconta una storia di tradizione e secoli. Non è solo un piatto, è un’arte: la leggenda vuole che gli chef imperiali selezionassero solo gli esemplari più pregiati per ottenere quella pelle sottile e croccante che, secondo la tradizione, deve essere gustata con un pizzico di zucchero prima della carne, per apprezzarne la purezza e la tecnica di cottura perfetta. Inizia così l’itinerario Meraviglie della Cina e Panda Giganti
La Grande Muraglia e la Città Proibita
Il risveglio ci porta verso la sacralità delle dinastie passate. Prima di sfidare le altezze, ci si ferma lungo la Via Sacra che conduce alle Tombe Ming. Camminare tra i guardiani di pietra è un’esperienza quasi ipnotica: i soldati e gli animali scolpiti sembrano pronti a risvegliarsi per sussurrare i segreti del Celeste Impero. Solo dopo questo incontro si affronta la Grande Muraglia a Juyongguan. Qui, una curiosità che spesso sfugge ai più frettolosi è la struttura dei gradini, volutamente irregolari e di altezze diverse: si tratta di un’antica strategia difensiva per spezzare il ritmo di corsa degli invasori, costringendoli a guardare dove mettono i piedi e rallentando la loro avanzata verso il cuore della nazione.
Il cuore pulsante della città risiede però tra le mura della Città Proibita. Entrare in questo complesso da oltre 9.000 stanze è come immergersi in un oceano di simboli. Noterete che ogni porta monumentale è ornata da 81 borchie dorate: il numero nove, essendo il più alto numero a una cifra e simbolo di pienezza, era riservato esclusivamente all’Imperatore, il “Figlio del Cielo”. Ma la Cina è anche il Paese che corre più veloce di tutti, e il treno ad alta velocità verso Xi’an ne è la prova. Mentre il paesaggio scorre fluido come seta fuori dal finestrino, si sperimenta un viaggio così stabile che si potrebbe poggiare una moneta di taglio sul bordo della finestra senza farla cadere, un piccolo miracolo di tecnologia che unisce epoche lontane in poche ore.
Ottomila volti per l’Eternità a Xi’an
Arrivati a Xi’an, la città dove Marco Polo sognava di restare, l’incontro con l’Esercito di Terracotta è uno dei must dei viaggi organizzati di Guiness Travel. Non sono statue in serie: ogni guerriero ha un’espressione diversa, un dettaglio unico nell’armatura o nell’acconciatura, come se l’imperatore Qin avesse voluto congelare la sua intera armata nel tempo per proteggerlo nell’aldilà. La sera, il quartiere musulmano offre un contrasto vivace e speziato. Provate a osservare la maestria con cui vengono preparati i ravioli cinesi: la leggenda vuole che la varietà delle loro forme serva a propiziare diversi tipi di fortuna, e la chiusura della pasta, fatta con movimenti rapidissimi, rappresenta simbolicamente l’unione della famiglia che viene “sigillata” all’interno del boccone.
Il sorriso del Panda
Scendendo verso la provincia del Sichuan, a Chengdu, si entra in una dimensione più dolce e rilassata. La Riserva dei Panda Giganti è il regno di questi “tesori nazionali” che sembrano ignorare la frenesia del mondo esterno. Vederli interagire tra loro, intenti a sgranocchiare bambù con una flemma olimpica, è un vero esercizio di serenità; in Cina si dice che osservare un panda aiuti a ritrovare il proprio centro zen. È un invito a rallentare, un promemoria sul valore della pazienza in un viaggio che continua a stupire per i suoi contrasti.
Il gigante che calma le acque: fede e ingegneria
Il viaggio tocca la spiritualità profonda a Leshan, dove il Buddha Gigante sorveglia la confluenza dei fiumi. La leggenda narra che un monaco iniziò a scolpirlo nella roccia sperando che la statua calmasse le correnti turbolente che causavano continui naufragi. Curiosamente, l’enorme quantità di pietre rimosse dalla montagna e gettate nel letto del fiume durante i lavori finì davvero per alterare il corso delle acque, rendendo la navigazione più sicura: un caso affascinante dove la fede ha guidato una involontaria ma efficace opera di ingegneria idraulica.
Shanghai: ponti a zigzag verso il domani
L’epilogo è a Shanghai, la megalopoli che sfida il cielo. Ma anche qui, l’anima antica resiste tra i grattacieli. Nel Giardino del Mandarino Yu, ci si perde tra ponti costruiti a zigzag: secondo il folklore locale, sono progettati così per confondere gli spiriti maligni, convinti che questi possano muoversi solo in linea retta. Una volta “al sicuro” oltre il ponte, basta alzare lo sguardo verso il Bund e le luci di Pudong per capire che qui il futuro è già realtà. Camminare lungo il fiume la sera, tra palazzi coloniali e neon futuristici, è il modo migliore per salutare un Paese che non smette mai di riscrivere la propria storia, pagina dopo pagina.






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